ESCLUSIVA TUTTOPALERMO.NET: Ex rosanero, Gaetano Vasari: "Hernandez può diventare un grande giocatore. Miccoli è il più importante"
L'ex attaccante esterno (ala) del Palermo Gaetano Vasari classe 70' ora in forza alla Palermitana, che torna a giocare dopo l'ultima stagione nel 2005/2006 al Trapani all'età di 40 anni, ha vestito la maglia rosanero dal 1995 al 1997 (69 presenze e 17 reti) e nella stagione 2003/2004, anno della promozione in serie A (25 presenze ed 1 rete), intervistato in esclusiva da TuttoPalermo.net, durante la trasmissione radiofonica "Giovedì nel Pallone", sulle frequenze di Radio In 102 FM, ha parlato del Palermo Calcio e dei suoi ricordi con la maglia rosanero, oltre che della sua nuova squadra.
L'ultimo goal del Palermo di serie B porta la firma di Vasari, che fece entusiasmare lo stadio, ci racconti qual è stata la sua emozione.
"Quello è stato un goal che mi fa sempre piacere rivedere. Possiamo dire che fu una rete inutile perchè vincevamo già 2-0, ma la gente si aspettava il goal di Tanino Vasari, fu un'emozione unica. Quella rete è stata dedicata a mio padre perchè prima che morisse gli avevo promesso che sarei riuscito a portare il Palermo in serie A".
Qual è stato il momento più bello e più brutto con la maglia rosanero?
"Con la maglia del Palermo ho avuto diversi momenti belli, quello che mi viene in mente è il mio esordio alla "Favorita": Palermo-Parma, dove siamo riusciti a vincere 3-0 contro la squadra emiliana che era una delle squadre più forti, c'erano dei grossi giocatori come: Crippa, Zola, Inzaghi e Benarrivo Poi Palermo-Pistoiese: 1-0 al 89' sotto una pioggia assurda, con una mia rete, dove c'erano 35.000 persone. Ma ci sono tantissimi momenti belli con la maglia rosanero. Il periodo più brutto l'anno della morte di mio padre che è conciso con la retrocessione".
Qual è il tuo maggior rimpianto e perchè non sei rimasto nella dirigenza del Palermo, come Giovanni Tedesco per esempio?
"Il mio rimpianto è quello di non aver giocato in serie A con Il Palermo, diciamo che sono state fatte delle promesse non mantenute. Sono tornato a Palermo perchè tenevo molto ad andare in serie A con la squadra della mia città, guadagnando a gettoni, anche se a Cesena avevo un buon contratto dove guadagnavo 500 milioni di lire in quella stagione, rischiando un contratto sicuro, con la promessa che mi sarebbe stato fatto il contratto, poi promessa non mantenuta".
Come rivive il ritorno sul campo con la Palermitana Carini?
"E' sempre un'emozione anche se torno a giocare in una serie minore. Ho trovato un gruppo di amici, poi Piero Gatto lo conosco è una persona eccezionale, stessa cosa per Lo Giudice. Darò il massimo per cercare di dare un mio contributo importante. Mi sto allenando per cercare di poter essere in piena forma".
Nel Palermo c'è qualche giocatore che le assomiglia come modo di giocare?
"Ali nella vecchia maniera se ne vedono pochissimi, io giocavo molto largo, in questi anni è cambiato un pò tutto, gli esterni si usano molto pochi. Hernandez è un giocatore che può sfondare, molto importante e se continuerà così potrà diventare un grande giocatore, anche se il giocatore più importante del Palermo è Miccoli".



