Caso Palermo, Dragotto: "Pronto a formare una cordata per ripartire"

10.07.2019 09:00 di Claudio Puccio   Vedi letture
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net
Caso Palermo, Dragotto: "Pronto a formare una cordata per ripartire"

Il proprietario dell'azienda di autonoleggio Sicily by Car, Tommaso Dragotto, è stato intervistato da la Gazzetta dello Sport e ha parlato della sua candidatura per far ripartire il calcio a Palermo dopo l'esclusione dalla Serie B. Ecco le parole dell'imprenditore palermitano evidenziate da TuttoPalermo.net: "Ho un amore esagerato per questa città. Faccio molto per Palermo, dalla sponsorizzazione del Teatro Massimo e del Teatro Biondo a quella della squadra femminile di basket, neopromossa in A, in passato sono stato anche sponsor della Palermo Calcio. Il danno fatto è pauroso. Che i signori Tuttolomondo fossero dei millantatori sono stato il primo a sostenerlo pubblicamente, loro hanno annunciato di querelarmi e io li sto ancora aspettando, ma credo che a breve saranno sotto il giudizio della Procura perché la società andrà in fallimento. Siccome una cosa del genere non dovrebbe accadere a una città come Palermo, mi sento coinvolto come cittadino. Avrebbe dovuto farlo prima il Presidente Albanese con i dovuti controlli, ma non l'ha fatto. Che non ci fosse la capienza finanziaria per questa operazione era chiaro. Albanese mi ha chiesto di partecipare. In un primo momento ho detto sì, poi per me è diventato talmente evidente che i soldi dei Tuttolomondo non c'erano, che mi sono tirato indietro. Ma doveva esserlo anche per Albanese, che adesso è sparito dalla circolazione. Ma è un problema che deve affrontare con la sua coscienza, perché ha fatto una figura davvero ridicola. Sono in trattativa con due-tre soggetti seri per partecipare al bando. Devo dire, però, che non ho buoni rapporti con il sindaco Orlando, a causa delle mie critiche pubbliche sulle problematiche della città. Siccome non voglio creare problemi, sto lavorando per creare una cordata, ma non è necessario che io sia in prima fila. A me interessa soltanto comporla, poi posso avere finito il mio compito, oppure contribuire sotto altra forma. Però una cordata ci sarà. In molti mi hanno chiesto di farlo. Se sarà una cordata con imprenditori palermitani? Al 90% sì. Le adesioni ci sono, ma ne parlerò appena avremo raggiunto la certezza sui soldi. Sono un uomo concreto. L'obiettivo è di restituire il Palermo ai palermitani. Il Sindaco ha dichiarato che al bando potranno partecipare tutti ma che l'assenza di conflitti d'interessi con altre società calcistiche sarà motivo di valutazione positiva. Non so, davanti a un soggetto con forti garanzie finanziarie già in possesso di una squadra, come si possa esprimere parere contrario. L'ideale sarebbe una proprietà che abbia il 75% a partecipazione palermitana e il 25% a partecipazione di imprenditori già impegnati con altre squadre. Sono d'accordo, invece, sull'apertura all'azionariato popolare. La città deve tornare protagonista. Mirri? Va soltanto lodato per quello che ha fatto e sta ancora facendo. Ho apprezzato il coraggio suo e della sua famiglia nel mettere soldi per gli stipendi. Soldi che ha perso. Lo apprezzo ancora di più adesso che si sta dando fare in prima persona perché la squadra torni quanto prima in Serie B e, magari, in Serie A. Sono convinto che, per tutto questo, Mirri sarà il favorito. La gente pensa che lo faccio per candidarmi a Sindaco? Non ho bisogno del Palermo per candidarmi. In tutti gli aeroporti d'Italia ci sono le mie foto. Se, poi, la città vorrà che ci sia qualcuno che gestisca il comune di Palermo in modo manageriale, allora potrei pensarci. Adesso lo sto facendo per la città. Budget necessario per il Palermo? Non c'è dubbio che per iniziare ci vogliano almeno 10 milioni di euro per arrivare in Serie C, qualcosa in più per arrivare in Serie B, in totale 20 milioni. In questo momento, sto pensando solo al lato finanziario".