Ex Palermo, Tedesco: "Gaucci ci voleva bene. Allenare il Palermo? Sarebbe un sogno"

04.02.2020 12:02 di Aldo Sessa   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ex Palermo, Tedesco: "Gaucci ci voleva bene. Allenare il Palermo? Sarebbe un sogno"

Giovanni Tedesco, ex giocatore del Palermo e brevemente anche allenatore dei rosanero, è intervenuto a “Stadio Aperto”, trasmissione di TMW Radio, parlando dello scomparso presidente Luciano Gaucci, ma anche della possibilità di allenare il Palermo ancora in futuro. Ecco quanto evidenziato da TuttoPalermo.net“Tante volte si parlava di Gaucci come persona vulcanica, ma io avendolo vissuto da vicino so come era dal punto di vista umano. Alla firma del contratto tutti dovevamo mettere il telefono fisso a casa in modo che ci potesse rintracciare sempre per motivarci in qualsiasi momento, ci bacchettava perché ci voleva bene e pensava anche alle nostre famiglie oltre che solo a noi in quanto calciatori. In quel Perugia sono passati tanti giocatori e allenatori importanti grazie a lui. Il problema di questi presidenti vulcanici sono le persone che si mettono attorno che poco capiscono di calcio e condizionano gli atteggiamenti. Se devo dire un momento che mi lega a lui,  dico la vittoria dell’Intertoto. Abbiamo battuto squadre di livello internazionale, è stata un’annata fantastica. Allenare il Palermo? Si, è un mio sogno. Spero che un giorno questo mio desiderio si possa avverare. Per quanto riguarda il presente del Palermo, sento dire che non gioca bene al calcio. Io penso che l’importante sia vincere per uscire da questa categoria, giocare bene al calcio è difficile in queste categorie. Di giocatori talentuosi ne ho visti tanti, ma quello che più mi ha impressionato è stato Batistuta. Ricordo che avevo 20 anni e lui era incredibile anche dal punto di vista umano oltre che tecnico. Miccoli era un talento naturale e Cavani era fisicamente un mostro e aveva sempre fame di gol, ma se devo indicare un calciatore che alla prima partita mi ha stupito per l’approccio dico Javier Pastore. Il suo modo di accarezzare la palla e di muoversi mi ha emozionato. Esperienza a Malta? È una mentalità differente, una cultura calcistica differente. È un campionato in grande crescita e diversi allenatori italiani si stanno avvicinando alle squadre maltesi. Io nella mia esperienza mi sono tolto anche delle soddisfazione in Europa League. È un’esperienza che consiglio perché a me è servita per crescere come allenatore, ora però mi piacerebbe allenare in Italia e credo di essere pronto”.