Ex Palermo, Zamparini: "Spero di aver lasciato la Società in buone mani. Il nostro calcio deve crescere culturalmente"

04.01.2019 16:30 di Claudio Puccio  articolo letto 514 volte
© foto di Gabriele Di Tusa/TuttoPalermo.net
Ex Palermo, Zamparini: "Spero di aver lasciato la Società in buone mani. Il nostro calcio deve crescere culturalmente"

L'ex Presidente e Patron del Palermo Maurizio Zamparini è stato intervistato da RMC Sport, ecco le sue parole raccolte da TuttoPalermo.net: "Supercoppa in Arabia? Non ho seguito molto la vicenda. Forse un po' di clamore si è  visto perché non si gioca in campionato. Il calcio ora fa queste partite per business. Cosa si è andati a fare? Si sa com’è l’Arabia, la ritengo una polemica costruita e da non approfondire. Il problema non si risolve spostando la partita di calcio. Riguarda il come gestiscono la politica in quel Paese. Razzismo nel calcio? E’ una questione di cultura. Non siamo un popolo di razzisti, ma diamo prova a pochi delinquenti di rimanere impuniti. Non è colpa delle Società ma di chi in politica non punisce chi commette reati allo stadio, come succede in Inghilterra. Mio addio al calcio? Io amo il calcio perché sono nato su un campo di calcio. Ho un’età in cui mi devo ritirare dal calcio attivo. Se qualcuno avrà bisogno di una mia consulenza gratis, io sarò disponibile. Al Palermo? Se me la chiedono, se mi telefonano, gliela do. Ho 35 anni di esperienza e credo che conti, no? Sono a disposizione del calcio, sempre, ma da una posizione esterna. Ho dovuto dire addio, perché questo Paese ti porta a queste strade. Non pensavo di uscire così dal Palermo, ma da queste cose si impara, anche alla mia età e mi aiuterà a crescere. Spero Il Palermo sia in buone mani. Ho trovato queste persone molto interessate e spero che non vengano divorate dal mondo del calcio. La mia paura è che senza esperienza vengano avvicinati da persone che si dicono esperte e che possono portare ad errori. Per andare in A non ha bisogno di tante cose. A Foschi ho detto un Marotta giovane per gestire la parte sportiva. Parole di Freccero sulla Juventus? Sono nato in un mondo dominato dal potere e uno di questi è la Juventus. Il Var è un sistema importante per aiutare gli arbitri. Ma l’Inghilterra per esempio ha meno bisogno del Var per un’educazione diversa, dei fischietti e dei giocatori. Fanno parte di un mondo di cultura. Adesso credo che anche qui ci siano dei saccentoni. Spero che il nostro Paese acquisisca una cultura sportiva e che crescano culturalmente gli arbitri. Dybala? Quando Marotta me l’ha preso, gli ho detto che non può fare il centravanti ma che è il nuovo Messi. Ora deve diventare uomo-squadra e giocare in quel ruolo come lui. Spero che Ronaldo lo faccia crescere, perché è un esempio per tutti. Allegri è uno dei migliori allenatori, ce l’avevo con lui solo perché non faceva giocare Dybala”.