Palermo, Budan: "Gioco per il mio angelo"

26.09.2012 16:38 di Rosario Carraffa  articolo letto 1406 volte
© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport
Palermo, Budan: "Gioco per il mio angelo"

Dopo la tragica morte della figlia di appena due anni, fulminata da una rara infezione da meningococco, l'attaccante del Palermo Igor Budan, è tornato a parlare dell'accaduto in un'intervista rilasciata a L'Avvenire: "Appena 3 casi l'anno in Croazia, 10 in Italia, si chiama sindrome di Waterhouse, acqua in casa, ma l'acqua è quella che invade il corpicino indifeso di un bimbo e se lo porta via in un lampo". Il giorno di luglio in cui Amber volò via per sempre, l'attaccante del Palermo era a Varese: "Era il primo giorno di raduno, quando mia moglie Gina al telefono mi dice disperata di correre subito all'ospedale di Rijeka, perchè Amber - si ferma, non vuole pronunciare la parola "morte" -, perchè il corpo di Amber è volato via, ma lei è presente in ogni nostro respiro. Non c'è cosa più contro natura per un genitore che sopravvivere al proprio figlio". Dice Igor, accarezzandosi il braccio su cui ha tatuato i suoi "tre angeli". "Mia moglie Gina, Amber e Victoria, l'altra nostra figlia di 4 anni. Gina è stata straordinaria con Victoria. Gli ha spiegato che "Biba", così chiamavamo Amber, adesso è un angelo che è volato in cielo e questa storia la fa stare bene. Più avanti magari Victoria ricorderà i 2 anni in cui aveva condiviso la cameretta con quella sorellina con la quale litigava ogni giorno per le bambole e saprà che anche quello era un modo meraviglioso di amarsi".