Palermo, Felici: "Non vedo l'ora di incontrare il Savoia per batterlo"

11.01.2020 10:42 di Claudio Puccio   Vedi letture
© foto di Stefano Di Bella
Palermo, Felici: "Non vedo l'ora di incontrare il Savoia per batterlo"

L'attaccante rosanero Mattia Felici è stato intervistato da La Repubblica, ecco le sue parole evidenziate da TuttoPalermo.net: "Inteventi duri su di me? A volte sento prima il rumore dei tacchetti e poi il dolore, ci sono difensori che colpiscono forte purtroppo, diciamo che è una motivazione in più per non farmi prendere. Col calcio mi diverto, è la mia vita. Secondo me sono nato per giocare a calcio. È quello che voglio fare come lavoro da grande e penso solo a questo sin da quando ho iniziato a giocare con il Savio, una squadra dilettantistica di Roma dove ho dato i primi calci a un pallone. Lecce? Vivevo in convitto ho iniziato portato in prima squadra e mi ha fatto esordire in B contro l’Ascoli, quello è stato il giorno più bello della mia vita. Fare la prima esperienza fuori casa a Lecce è stato bello. Eravamo coccolati. Quest’anno siamo in quattro in una casa, con Langella, Vaccaro e Ferrante, cuciniamo da soli e viviamo un po’ più da grandi. Facciamo spesso tornei alla Playstation fra noi quattro e chi vince è il più forte, chi perde prende schiaffi. Prendo sempre il Psg di Neymar. Lui, anche nel calcio vero, è il mio idolo. Nessuno salta l’uomo con facilità come lui. Quando non giochiamo guardo film su Netflix, ma non sono un patito di serie tv. Non ho visto molto di Palermo, solo la zona del centro soprattutto quando mi viene a trovare Sara, la mia ragazza. Spero che la nostra storia vada avanti a lungo, magari l’anno prossimo potremmo andare a vivere insieme. Qui comunque mi piace molto il rapporto coi tifosi, è bello che la gente ti riconosca. Su dieci persone otto ti fermano e ti chiedono una foto o la maglia. A Lecce non era così e questo mi ha colpito. Mi hanno già chiesto tantissime maglie, faccio il possibile ma non riesco ad accontentare tutti. Cosa ho pensato quando mi hanno proposto il Palermo? Ho detto vado e vediamo com’è, se non mi piace torno a Lecce, tanto sono in prestito, invece mi è piaciuta e spero di rimanerci. Scuola? Solo calcio. Ho finito la terza media, poi sono andato a Lecce e non ho proseguito gli studi. Fischi a Pergolizzi? Secondo me non sono giustificati. Un allenatore che perde solo due partite, ne pareggia altre due e le vince tutte non può essere contestato. É uno duro, ma una brava persona: mi sono subito trovato bene con lui. È primo in classifica con una squadra fatta in dieci gironi. E poi è la serie D, e anche certi campi, che non lascia spazio al bel gioco. Ma se vinciamo che importa? Duello col Savoia? Adesso non vedo l’ora di giocare in casa loro e vincere. Loro aspettano un nostro sbaglio, ma se continuiamo così come stiamo lavorando adesso non sbagliamo più. E poi si deciderà tutto in casa loro. Abbiamo accusato un po’ di stanchezza, forse qualcuno pensava che avevamo già vinto e che era tutto facile. La serie D però è un campionato strano e difficile".