Palermo, Mirri: "Questa stagione dobbiamo solo vincere"

25.08.2019 10:02 di Claudio Puccio   Vedi letture
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net
Palermo, Mirri: "Questa stagione dobbiamo solo vincere"

Il Presidente rosanero Dario Mirri ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano La Repubblica toccando vari argomenti, ecco quanto evidenziato da TuttoPalermo.net: "Abbiamo una grande responsabilità. Dobbiamo vincere e non abbiamo alternative. Una stagione nella quale abbiamo tutto da perdere. Pensiero da tifoso? Quello che sta accadendo in questi giorni va molto oltre il mio sogno. E' qualcosa che ho immaginato per una vita e che adesso si è avverata. Ora però è tempo che il sogno diventi una bella realtà. Come ho vissuto il fallimento? Per me la fine del Palermo è un lutto. Con la morte della vecchia Società per noi tifosi è arrivata la mezzanotte. Dopo la mezzanotte però non può che esserci l'alba e una nuova rinascita. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Il calcio è il pretesto per dimostrare che in questa città ce la possiamo fare. Che non abbiamo bisogno sempre degli altri che ci dicano come dobbiamo comportarci o che, peggio, facciano le cose al posto nostro pensando che noi non siamo in grado. Rappresento quei palermitani che vogliono fare bene senza subire le scelte di altri. Tifoso e imprenditore? Lo si può fare sicuramente. Guardi l'Atalanta e il Presidente Percassi. Lui è un tifoso, ma è soprattutto un imprenditore e la sua Società è all'avanguardia. Essere tifoso non esclude l'essere imprenditore. Il Palermo di oggi rappresenta una opportunità imprenditoriale nella quale io ho investito i miei soldi. Modello Atalanta per il settore giovanile? Le rispondo dandole una notizia, all'indomani della presentazione della nuova Società ho parlato con il mio avvocato per avviare l'iter per la realizzazione del centro sportivo. Questo è l'unico ambito nel quale sono pronto a fare un investimento importante. Mi spiego meglio, acquistare un campione è importante per la squadra ma non è un investimento. Investire significa realizzare una fabbrica e, nel nostro caso, la fabbrica è il centro nel quale far crescere i campioni del futuro. Le dirò di più. L'eventuale investimento dell'azionariato popolare sarà interamente destinato alla realizzazione del centro sportivo. Quando ho detto che i veri tifosi del Palermo siamo 5 mila l'ho fatto per lanciare una sfida. Il nuovo Palermo deve fondarsi sul senso di appartenenza. Non importa quanto riusciremo a raccogliere dall'azionariato popolare, la cosa importante è che ci siano tante teste a partecipare alla nuova società. Il nuovo Palermo lo di deve pensare in chiave di collettivo. Se io e Di Piazza possiamo portare il Palermo in alto? Dico che ci siamo già assunti un impegno e lo abbiamo fatto in maniera concreta capitalizzando la Società per quindici milioni. Significa che abbiamo versato dei soldi che restano come capitale sociale e che noi non possiamo riprendere. Mettiamo quindici milioni per il futuro della società nella speranza che questa domani possa avere un valore più elevato. Polemica su Miccoli? Parliamo di ambiti diversi. Io sto parlando di una partita di calcio e solo di quella. Miccoli è stato un calciatore che ha fatto la storia del calcio rosanero. L'ho invitato solo a una partita di calcio e sto parlando solo di calcio. La valutazione su Miccoli fuori dal campo non spetta a me ma alla Magistratura che potrà dare un giudizio definitivo. Come mi sento facendo il Presidente? E' bello, ma non mi illudo. So che nel calcio contano i risultati, ma sono felice perché sono contento di regalare una gioia ai palermitani. So però che chiunque faccia un selfie lo fa perché crede in me e la cosa mi responsabilizza ancora di più. Presidente mi chiamò per la prima volta Salvo Ficarra a febbraio a Milano. Mia moglie e mia figlia sono preoccupate che la nostra vita possa cambiare. Siamo una famiglia felice e loro temono che il calcio possa portarci via questa felicità. Conservo le maglie da quando sono bambino, ma non sono attaccato agli oggetti o all'esteriorità. Anche il discorso del Presidente con la sciarpa al collo è vero sino a un certo punto. La sciarpa ce l'ho, ma non la ostento. Io sono rosanero dentro. Il mio cuore è rosanero. Se ho pianto per il Palermo? Sì, da bambino. In occasione della finale persa contro la Juventus a Napoli. Ricordo che ero nella cuccetta del ‘postale’ di ritorno da Napoli e mio padre mi chiedeva perché continuassi a piangere. Quello era un pianto di dolore. E' vero. Quelle sono state lacrime di commozione e di emozione. Mi sono commosso ed emozionato soprattutto vedendo i tifosi e ascoltando le loro storie. Non sarebbe ragionevole fare lo stadio quando prima devi fare il centro sportivo. Sarebbe solo una speculazione. Piuttosto io penso ad un ‘Barbera’ con un restyling e soprattutto sogno uno stadio senza barriere. La nostra è una tifoseria civile e sono sicuro sia pronta. A questo proposito ho già avviato i contatti con la questura per uno stadio senza barriere. Il mio messaggio è valido in serie D come in C, in B e in A. Le fondamenta del nostro Palermo non potevano che essere queste. I soldi sono un elemento importante, ma i valori per cui si ama la squadra sono altri. Io paragono il Palermo al matrimonio, alla salute, dove è vero che i soldi contano ma l'amore e la salute non li compri con i soldi. Per me lo sport è un valore che non può essere cambiato dal fatturato. C'è tanto di Renzo (Barbera ndr.) e di quello che ho imparato dalla mia famiglia. Lui ha dato tutto se stesso per regalare ai palermitani un po' di quello che aveva ricevuto. Non è stato il Presidente che ha portato i campioni, ma è il Presidente al quale è intitolato lo stadio. Si chieda il perché. La maglia? A me piace quella rosa con le bretelle nere. Ma sono un tifoso e non un padre padrone e il mio voto vale uno come quello degli altri tifosi".