Palermo, Mirri: "Vi racconto cosa accadde l'anno scorso. Serie C? Dobbiamo vincere 10 partite"

18.02.2020 08:29 di Claudio Puccio   Vedi letture
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net
Palermo, Mirri: "Vi racconto cosa accadde l'anno scorso. Serie C? Dobbiamo vincere 10 partite"

Il Presidente rosanero Dario Mirri è stato intervistato dal Giornale di Sicilia ad un anno esatto di distanza da quei convlusi giorni che lo portarono a spendere 2,8 milioni per salvare la Soicetà rosanero che sul campo stava lottanbdo per la Serie A, ecco le sue parole evidenziate da TuttoPalermo.net: "Senza quei soldi oggi non sarei qui? Forse sarei entrato prima, chi lo sa. Di certo quei soldi li abbiamo messi per salvarli e non per perderli, speravamo che il Palermo potesse resistere per andare in Serie A e non morire. Recuperare quei soldi? Io di milioni voglio recuperarne 28, se è per questo. Mi spiego: sono convinto che il Palermo venga dopo le big italiane, io e Di Piazza crediamo fortemente nell’internazionalizzazione. Se il Manchester City ha ceduto il 10% delle quote per 490 milioni di sterline, vuole dire che tutto il club vale quasi cinque miliardi. Mettiamo che il Palermo possa arrivare a valere un centesimo del Manchester City, parliamo comunque di 50 milioni se lo portiamo in A. Quei 2,8 milioni sono una perdita assodata ovviamente". Mirri ha ripercorso i giorni che lo portarono a concludere l'accordo con la vecchia Società ormai fallita e i fatti seguenti: "Il venerdì di Palermo-Brescia (la partita si concluse poi 1-1 ndr.) abbiamo passato il pomeriggio in studio senza firmare, neanche andai allo stadio. Loro dicevano di avere altre opzioni, ma di fatto tutto si sbloccò la domenica. Foschi mi chiamò la sera, io ero in pigiama pronto per andare a letto e mi disse che non avevano alternative. Andai subito a firmare e l’indomani alle 9 di mattina sbloccammo i pagamenti. Preziosi doveva essere il famoso 'Principe Azzurro'? Si ma si tirò indietro. Giorno dopo giorno capivo che non aveva intenzione di partecipare all’impegno e avevo proposto quella che Foschi definì una colletta, mica pensavo che Zamparini avrebbe messo altri soldi. Ero convinto che tutto finisse lì, invece ci fu un’operazione sopra la nostra testa. Mi sono sentito truffato, perché mi hanno fatto mettere 2,8 milioni se potevano metterli loro? Tuttolomondo? Lì sono morto. Capii non solo che avevo perso i miei soldi, ma anche che avevo perso il mio Palermo. Restano rabbia e umiliazione. La nostra città non meritava di essere usata da certe persone per interessi personali. Da lì è nata però la voglia di sbracciarmi per un progetto nuovo. Con Sagramola ho messo su carta tutto quello che avevo nella testa e nel cuore, quanto ho imparato dai tempi di mio zio Renzo Barbera, ma anche quello che avrei voluto fare da imprenditore al posto di Zamparini". Infine un'analisi sul futuro prossimo in campo e fuori: "Centro sportivo? Garantisco che lo faremo prestissimo. Non alla Favorita, ma in cuor mio vorrei farlo in città, perché deve essere un centro per i giovani e non possiamo costringere le famiglie ad andare fuori. Come investimento immobiliare, poi, a Palermo avrebbe un valore maggiore. Cerchiamo un terreno da privati che possa avere destinazione ad impiantistica sportiva e per noi è un impegno sicuro, il centro sportivo lo facciamo. Campionato? Dobbiamo vincere dieci partite, il campionato inizia domenica a Licata. Il Savoia non molla e ogni partita, per noi, è una guerra. Penso al Presidente del Roccella che mi ha detto che non vedeva una partita dei suoi come quella giocata contro di noi da quattro anni o quello del Marina di Ragusa che mi dice che col Palermo è stata la loro miglior partita. Noi, però, dobbiamo pensare al Licata, perché nulla è scontato".