Palermo, Ricciardo: "Stare qua per me è un punto di arrivo"

03.12.2019 20:48 di Rosario Carraffa   Vedi letture
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Palermo, Ricciardo: "Stare qua per me è un punto di arrivo"

L’attaccante originario di Messina Giovanni Ricciardo, intervenuto ai microfoni di TMW, ha parlato della scelta di approdare al club del duo guidato da Dario Mirri e Tony Di Piazza, ecco quanto evidenziato da TuttoPalermo.net: "A Palermo mi fanno sentire calciatore. Sono stato davvero bene a Cesena (20 gol, ndr.) pensavo fosse difficile stare meglio da altre parti. Dopo qualche mese qui posso dire che c’è un ambiente anche superiore. Lo dice la storia, la piazza è bella grande, è pazzesco, pure a livello di calore. La gente è fantastica. Dopo l’anno scorso avevo un sacco di richieste, sia in D che in C. Ho deciso di aspettare, volevo qualcosa che mi rendesse felice e orgoglioso. Quando ho saputo di quel che stava succedendo qui, con la ripartenza dalla D, ho visto in questa situazione il mio sogno, la mia opportunità più grande. Ho voluto aspettare finché non si concretizzasse. C’è stato un contatto con Sagramola ed è andato tutto per il verso giusto. Adesso dobbiamo vincere. Quando abbiamo scelto Palermo, e il Palermo ci ha scelto, sapevamo benissimo che non c’erano alibi. Pure se eravamo partiti in ritardo, c’era un solo obiettivo, vincere il campionato. In un modo o nell’altro, ne siamo consapevoli. Il Palermo significa tutto. Ho 32 anni, ma a parte l’età che conta il giusto e lascia il tempo che trova, è la più grande sfida della mia carriera. È il coronamento, pur immaginando un futuro non riesco a comprendere una situazione migliore di questa. Le emozioni che sto vivendo qui, pur essendo passati pochi mesi, sono intensissime, troppo belle. Sono quelle iniziali, spero e anzi, sono sicuro, ne vivremo di migliori. L’emozione non ha prezzo né categoria. Per me questo è un punto di arrivo, ora abbiamo solo un obiettivo e non penso ad altro. Neanche al futuro. Non so cosa farò domani. Spero che il Palermo sia in B, la speranza è esserci. Poi mi piace lavorare giorno per giorno, inutile andare troppo in là. È normale che la gente ci pensi. Tifosi? Anche a Cesena ce n’erano oltre 10 mila, alle volte 15. Era una bella bolgia, ma stiamo parlando di un’altra realtà. Palermo ha una risonanza pazzesca. Quando esci tutti ti fanno sentire giocatore, dal bambino di tre anni all’adulto di ottanta. Ti riconoscono, vogliono fare una foto con te, è un’emozione da tenersi stretto".