Palermo, Sirigu: "Ecco come sono diventato portiere. Palermo? Ci manca ancora qualcosa..."

10.08.2010 09:30 di Alessandro Buttitta  articolo letto 2237 volte
© foto di Federico De Luca
Palermo, Sirigu: "Ecco come sono diventato portiere. Palermo? Ci manca ancora qualcosa..."

Salvatore Sirigu si racconta in un'intervista alla Gazzetta dello sport. Il portiere rosanero, arrivato in Nazionale e pronto al debutto con la maglia azzurra già nella partita contro la Costa d'Avorio, ha parlato dei suoi inizi e dell'eredità che sta per ricevere, ovvero il posto tra i pali dell'Italia visti i guai fisici di Gigi Buffon. Di seguito sono evidenziati dalla redazione di TuttoPalermo.net i passaggi più significativi dell'intervista.

È vero che da piccolo diventò portiere perché soffriva d’asma e non poteva correre come gli altri?
"È vero che avevo l’asma, ma in porta ci andavo perché giocavo con i ragazzi più grandi e loro lì mi mettevano. Nessuno voleva fare il portiere".
Nelle giovanili del Palermo la soprannominarono "Walterino" perché ricordava Walter Zenga. Le pesa l’accostamento?
"Roba vecchia, nata come gioco. Oggi nessuno mi chiama più Walterino. Zenga è poi diventato il mio allenatore al Palermo, mi ha lanciato in Serie A. Dopo l’esclusione dai 23 del Mondiale, ci siamo scambiati degli sms".
Perché il Cagliari si è lasciato sfuggire Sìrigu?
"Feci un provino, avevo 11 anni, mi scartarono. A quell’età ci sta che si venga tagliati, non si è ancora formati. Non ho nulla contro il Cagliari".
Quanto "pesa" la maglia di Buffon?
"Per i portieri della mia generazione Gigi è un mito. Tutti noi volevamo diventare Buffon, però lui è unico e inimitabile. Giocare in Nazionale deve essere un piacere. La maglia azzurra è privilegio, non peso. In questo gruppo ci sono tanti esordienti, ma gli esordienti sono fatti per esordire".
Che cosa pensa del mercato del Palermo?
"Che manca qualcuno, che dobbiamo completare il gruppo. Ci penserà la società".