Palermo, Vaccaro: "Vi racconto la mia vita oltre il calcio. Siamo un bel gruppo"

07.12.2019 09:14 di Claudio Puccio   Vedi letture
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net
Palermo, Vaccaro: "Vi racconto la mia vita oltre il calcio. Siamo un bel gruppo"

Il terzino rosanero Francesco Vaccaro ha rilasciato una lunga intervista a La Repubblica, toccando vari argomenti. Ecco le sue parole evidenziate da TuttoPalermo.net: "Hobby? Più film e serie tv che libri per la verità. Mi piacciono molto i film d’azione e l’ultima serie che ho visto è stata 'La casa di carta'. Inoltre ascolto tanta musica. Non un genere in particolare, ma veramente tutto. Dalla trap alla pop. Mi piace sentirla sia a palla in macchina che rilassato a casa. Dipende dai momenti. La musica mi aiuta anche quando ho qualche pensiero in più in testa e magari mi ritrovo a fissare il mare. Cosa avrei fatto se non avessi fatto il calciatore? Non saprei, ho iniziato presto e non ho pensato ad altro. Però seguo molto il basket Nba e il football americano. Lo sport a casa mia è entrato con me, mio padre Massimo lavora in un supermercato, mia madre Fabiola fa la casalinga e l’unica sportiva è la minore delle mie sorelle Alessandra che gioca a basket. La più grande, Federica, lavora proprio in un altro campo. Carriera? Dopo Pescara sono stato alla Virtus Lanciano e al Bari nel campionato Primavera. In biancorosso ho fatto un anno e mezzo prima di andare a Potenza. L’anno scorso, invece, sono stato tutto il campionato ad Altamura. Palermo può essere la mia ripartenza. Mi piacerebbe riprendere il percorso abbandonato a Pescara in una piazza che non è da serie D. Poi chissà, magari un giorno tornerò a giocare a casa mia a Pescara. Ora però penso solo a fare la scalata con il Palermo. Arrivare a diventare un professionista in una piazza importante come quella rosanero non sarebbe affatto male. Mi auguro di percorrere a livello personale la stessa strada che è nei programmi del club. Inizio in un gruppo totalmente nuovo? Non ci ho fatto particolarmente caso allora. Pensavamo tutti a entrare subito in sintonia gli uni con gli altri. Eravamo un gruppo nuovo che badava più a diventare una squadra il più presto possibile che al contesto. E poi le cose non sono andate tanto male visto il nostro inizio di campionato. Anche se non mi aspettavo dieci vittorie di fila. O meglio mi aspettavo i risultati a lungo termine, ma non un inizio così. mODELLI DA SEGUIRE? Mi piace Kolarov. Mi ispiro a lui, mi piace come gioca e come calcia. Ogni tanto provo il tiro da fuori cercando di imitarlo, sono anche romanista. Un allenatore con cui mi piacerebbe lavorare? Antonio Conte per la carica che riesce a trasmettere e l’adrenalina che si deve provare quando lavori con lui e ti carica prima di una partita. Ma anche con Pep Guardiola per le sue idee di calcio. rAPPORTO CON I COMPAGNI? Siamo un bel gruppo, con gli altri 'UnderU' usciamo spesso e passiamo del tempo tutti insieme. Siamo anche tutti vicini di casa. Scherziamo sui social anche con i più grandi. Lavorare con gente come Santana, Ricciardo o Crivello è un vantaggio. Ti incitano, ti esortano a dare il massimo quando magari inconsapevolmente molli un po’. È sempre un aiuto e serve per migliorare. Non è un peso lavorare con giocatori più esperti e possono farti diventare un calciatore. mirri? So che c’è ma non lo vedo. È bello avere un Presidente tifoso che sta con gli altri tifosi. Capisce meglio le dinamiche che ha una squadra rispetto a un Presidente padrone“.