Glorie Rosanero, Ignazio Arcoleo

Glorie Rosanero è una rubrica di approfondimento sui calciatori che hanno vestito la maglia del Palermo, dai bomber più famosi alle delusioni, del passato lontano e recente. Ogni mercoledì solo su TuttoPalermo.net.
18.05.2011 08:40 di Marcello Scuderi  articolo letto 3463 volte
© foto di Federico De Luca
Glorie Rosanero, Ignazio Arcoleo

E’ difficile trovare un calciatore come Ignazio Arcoleo, con la sua grinta ed il suo orgoglio da palermitano doc. Nato per essere leader, e ci riesce sia da giocatore che da allenatore, dimostrando anche che a volte il cuore conta più della bravura. Arcoleo nasce a Palermo, la sua carriera inizia in squadre di piccolo interesse militanti in campionati giovanili fino a quando nel 1966 approda alla prima squadra del Palermo, che da il via alla sua carriera da professionista. E’ molto giovane allora, è un classe 1948 ed ha solo diciotto anni, ed è anche per questo che con la squadra rosanero colleziona solo 4 presenze, ed è per questo che per un anno è mandato a giocare al Taranto per poi far ritorno nel 1969. Dal ’69 al ’74 colleziona la bellezza di 126 presenze e sigla 4 reti, e proprio in quegli anni è il protagonista della prima finale di Coppa Italia del Palermo, quella contro il Bologna persa ai rigori dopo che contro i rosanero in vantaggio è assegnato un rigore discutibile ai felsinei nei minuti di recupero proprio per presunto fallo di Arcoleo. Grande rammarico per il centrocampista palermitano e per tutta la tifoseria. Proprio nell’estate del 1974 poi Arcoleo va al Genoa, altra squadra in cui si mette positivamente in mostra collezionando 132 presenze e segnando 8 gol, ma il richiamo del Palermo è forte, e quindi decide nel 1978 di ritornare nella sua città natale e, proprio nel 1978/1979 la squadra rosanero conquista la sua seconda storica finale di Coppa Italia, ancora una volta Ignazio Arcoleo è presente in campo ed è ancora una volta il capitano della squadra, questa volta l’avversario è la Juventus e anche se la partita si mette subito in discesa grazie al gol al primo minuto di Chimenti, i bianconeri ribaltano il risultato prima con Brio e poi, ai tempi supplementari, con l’ex rosanero Franco Causio. Un’altra cocente delusione per il centrocampista rosanero che resta a Palermo da capitano fino al 1980, per poi passare alla Reggina e infine chiudere la carriera da giocatore della Nocerina.
Solo tre anni dopo inizia la sua carriera da allenatore alla guida del Mazara, poi dell’Akagras e del Trapani per poi tornare nella sua Palermo, questa volta da tecnico. Resta a Palermo dal 1995 al 1998, il primo anno in Serie B la sua giovane squadra (era il Palermo di Berti, Biffi, Ferrara, Iachini e Compagno ndr.) esprime un buon calcio e arriva settimo in classifica, l’anno dopo la cocente nota della retrocessione in serie C1 e l’anno ancora dopo, richiamato alla guida del Palermo dall’ottava giornata di campionato, non riesce a salvare la squadra dalla retrocessione in serie C2. Continua la sua carriera tra Gualdo, Foggia, Frosinone e Nocerina, per poi chiudere la sua carriera da allenatore dopo l’esperienza da direttore tecnico al Trapani.
Ignazio Arcoleo adesso si dedica ai ragazzi della sua scuola calcio, ma la gente di Palermo lo ricorda ancora per le sue qualità umane e per il suo carisma da leader. Protagonista di momenti positivi e negativi della storia rosanero, passando dalla conquista del campionato di Serie B nel ’68 ai rimpianti per le due finali di Coppa Italia perse all’ultimo respiro. Capace di far disputare ad un giovane “Palermo dei picciotti” un campionato di Serie B straordinario e poi il baratro delle due retrocessioni di fila. Non è stata una carriera semplice la sua, ma è sempre sceso in campo da gladiatore quando era un calciatore, e altrettanto da gladiatore entrava negli spogliatoi da allenatore. Adesso che il Palermo ha agguantato la terza finale di Coppa Italia della sua storia, è automatico pensare a chi le due finali precedenti le ha vissute sulla propria pelle con una fascia da capitano al braccio, pronto a portare in alto i colori rosanero, cosa che, nonostante il rammarico delle due coppe perse, è riuscito egregiamente a fare, e sarebbe pronto a farlo ancora, così come qualche tempo fa ha riferito in esclusiva a noi di TuttoPalermo.net: “Cosa pagherei per disputare anche questa finale? Se potessi farlo, darei la vita”, parole da capitano palermitano del Palermo, e da Gloria Rosanero.