Palermo, un Nocerino trasformato che adesso studia da Perrotta

11.03.2010 15:09 di Domenico Schillaci  articolo letto 1120 volte
© foto di Federico De Luca
Palermo, un Nocerino trasformato che adesso studia da Perrotta

Diciamoci la verità, ci sono alcuni calciatori verso i quali Maurizio Zamparini non ha mai nascosto di avere una certa predilezione, e, Antonio Nocerino è senza dubbio uno di questi. Corteggiato dal Presidente per diversi anni, da lui stesso ribatezzato "il nuovo Gattuso", incarnava perfettamente, agli occhi del patron rosa, il tipo di giocatore tutto grinta e muscoli, non appariscente nel suo lavoro ma estremamente utile, anzi necessario, da affiancare ai fuoriclasse come Miccoli o Pastore per ambire a grandi traguardi. La dirigenza rosa, cercò infatti di accaparrarsi il giocatore sin dall'estate 2008; Nocerino era reduce da una buona stagione giocata in serie B col Piacenza, la Juventus lo aveva appena riscattato ma non sembrava voler puntare su di lui. Il Palermo però ricevette un rifuto da parte del giocatore, il quale pareva più interessato alle sirene di Napoli (la squadra della sua città) e Fiorentina (che giocava la Champions). Alla fine, tuttavia, nessuno di questi interessamenti si conretizzò e Nocerino finì col restare a Torino. Ma Zamparini non è il tipo che si arrende facilmente, e così, la stagione successiva, è tornato alla carica. L'occasione favorevole è stata rappresentata dalla trattativa per la cessione ai bianconeri di Amauri, all'interno della quale il Presidente ha preteso, e ottenuto, di inserire il cartellino di Nocerino. Questa volta il calciatore non si è opposto al trasferimento, arrivando così finalmente in Sicilia, portanosi dietro una valutazione importante (circa 8 milioni di euro), ma anche una stagione giocata su alti livelli con 32 presenze, molte delle quali dal primo minuto. Sembrava un lieto fine per tutti, il Palermo aveva finalmente ottenuto il si del giocatore tanto bramato e Nocerino aveva la possibilità di affermarsi definitivamente in una società ambiziosa che credeva ciecamente in lui. Ma qualcosa è andato storto. Si, perchè lo scorso anno non è stato certo facile per il centrocampista partenopeo che ha spesso deluso le attese fornendo diverse prestazioni sottotono e finendo per perdere il posto a vantaggio di Migliaccio. Quest'anno invece sembra un altro giocatore, e per questo occorre dare molti dei meriti a Walter Zenga. Alla base della rinascita del calciatore c'è infatti una sostanziale modifica del ruolo occupato in campo; non tanto nella posizione (interno di centrocampo a fianco di Liverani) quanto nei compiti da ricoprire e nella collocazione tattica. Giocando infatti non più con Bresciano bensì con Migliaccio, Nocerino si è potuto affrancare da molti dei compiti difensivi e di rottura del gioco, concentrandosi maggiormente sull'accompagnamento della manovra d'attacco e sugli inserimenti nella trequarti avversaria, compiti che lo scorso anno erano per lo più svolti dall'australiano compagno di reparto. Il merito di Zenga, poi seguito da Rossi, è stato quello di intuire come le grandi doti di corsa ed i buoni tempi di inserimento di Nocerino potevano essere sfruttati al meglio. I risultati, in questo senso, parlano chiaro: già due reti, le prime in serie A per il calciatore, ma sopratutto prestazioni sempre più convincenti che lo proiettano con forza in ottica Nazionale. Nel modo di giocare, adesso, somiglia un pò al Perrotta dei primi anni, quello del Chievo Verona, che, con Corini accanto, si riciclò egregiamente da interditore ad incursore, fino a consacrarsi come trequartista nella Roma. Paragoni a parte, il ragazzo sembra ormai maturo e più convinto dei propri mezzi rispetto al passato, e se oggi il Palermo sogna in grande, il merito è anche di Nocerino. Chissà se il motivo di questa metamorfosi è in parte dovuto a quella maglia numero 9, che in qualunque squadra che si rispetti, è quella che indossa il bomber...