ESCLUSIVA TUTTOPALERMO.NET - Ex Palermo, Bucciarelli: "Serie D, campionato difficile. Bisogna fare un plauso a questa squadra"

18.01.2020 23:15 di Aldo Sessa   Vedi letture
ESCLUSIVA TUTTOPALERMO.NET - Ex Palermo, Bucciarelli: "Serie D, campionato difficile. Bisogna fare un plauso a questa squadra"

L'ex calciatore del Palermo, Fabrizio Bucciarelli di ruolo difensore centrale ha trascorso diversi anni nel capoluogo siciliano, precisamente dal 1988/1995 (143 presenze condite con 2 goal), è stato intervistato in esclusiva per TuttoPalermo.net dal Direttore Rosario Carraffa parlando di diversi argomenti.

Il Palermo è ancora primo in classifica, nonostante da novembre ad oggi ha avuto un momento di buio, in cui ha perso buona parte del suo vantaggio. Alle sue spalle c'è il Savoia a 42 punti che non si vuole staccare dai rosanero. Cosa pensi di questa situazione?

"Sappiamo che questa quarta serie, con la regola degli under che non condivido, è un campionato difficilissimo. Sinceramente non posso che fare un plauso a questa squadra e allo staff. Vero è che abbiamo gongolato per quelle dieci vittorie, dove sembrava tutto facile, però avendo fatto questo campionato per tre anni ne conosco le difficoltà: quando devi fare la conta degli under non è facile. Molti di questi ragazzi smetteranno di giocare a calcio, perchè non sono pronti a fare questa categoria. Non ho capito perchè si continua ad insistere con questa regola, visto che anche ne grande calcio vogliono tanto i giovani e poi non ci siamo qualificati neanche per i Mondiali. Per non parlare del campionato Primavera, dove giocano tanti stranieri quando dovrebbero avere più spazio i nostri giovani. Comunque bisogna solo rimoccarsi le maniche: domani è una partita che sulla carta se vinci hai fatto il tuo, ma dove c'è sempre un'insidia, anche se su dieci trasferte loro ne hanno perse sette. Ho letto anche le prime critiche all'allenatore: Pergolizzi lo conosco, è un bravo ragazzo, con cui ho fatto un Torneo di Viareggio insieme, che è palermitano e ci tiene".

Quello che sembra è che Pergolizzi senta tanto la pressione e che non sia riuscito ad isolarsi.

"Si ma non facciamo i zampariniani (ride, n.d.r.), che alle prime difficoltà, si manda via l'allenatore. Sicuramente ci ha messo del suo perchè in questo momento i risultati non sono arrivati, ma diamogli fiducia e domani speriamo entrino altri tre punti. Conosco la squadra che ci sta dietro, così come l'allenatore, un vincente per questa categoria. Quindi bisogna stare attenti".

Per quanto riguarda la Serie A, c'è sicuramente un duello tra Juventus e Inter per lo scudetto, ma attenzione alla Lazio.

"Sto seguendo proprio la Lazio al momento (oggi pomeriggio, n.d.r.), in venti minuti ha chiuso la partita. Una squadra che mette paura, può diventare una pretendente al campionato se continua così. Tra l'altro non ha lo stress delle partite europee, sono veramente un gruppo coeso. L'unico problema è che non hanno una panchina lunga, ma come gioco è insieme all'Atalanta quella che esprime il miglior calcio. Mi preoccupa anche da romanista. C'è la finestra di mercato con cui potranno inoltre rafforzare la squadra".

Chi tra Atalanta e Roma può arrivare quarta?

"Secondo me la Roma si gioca una stagione in due partite: Juventus in Coppa Italia, e il derby domenica prossima. Se non arrivano i risultati la stagione è compromessa. Se perdi con la Lazio sarà pure difficile arrivare quarta". 

Ti sarebbe piaciuto giocare nel periodo d'oro del Palermo? Nonostante tu abbia vinto qui la Coppa Italia di C e una Serie C.

"Per me Palermo è stato il calcio, per fortuna o sfortuna. A me manca più di tanti che sono stato a Palermo per tanto. Ho una figlia palermitana e tanti amici li, spero di tornare presto, se il lavoro me lo permette. Ho un negozio con mia moglie da portare avanti. Ho ancora davanti le immagini della promozione, con me in mutande. Li ho lasciato il cuore, la mia vita calcistica. Arrivato da ragazzo, per me era fare il grande salto".

Hai qualche rimpianto?

"Ho dato tutto a questo sport, chi mi conosce sa come mi allenavo. L'unico rimpianto è il mio infortunio quel giorno contro il Bologna. Venivo da una settimana che stavo male, non avevamo in quel momento neanche la possibilità di allenarci. Sentivo tanto quella partita, ma purttroppo mi sono fatto male. Erano i tempi che per recuperare da un infortunio al crociato ci mettevi 10 mesi. Magari con un po' di fortuna sarei potuto salire. Sicuramente ci ho messo del mio, ma tra l'infezione e poi la ripresa... però è andata così".