Palermo, Rossi: "Dobbiamo tapparci le orecchie e andare avanti. Non dobbiamo mollare adesso"

30.04.2019 16:06 di Claudio Puccio   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Palermo, Rossi: "Dobbiamo tapparci le orecchie e andare avanti. Non dobbiamo mollare adesso"

Il tecnico rosanero Delio Rossi è intervenuto nella consueta conferenza pre-gara alla vigilia del match di domani contro lo Spezia, ecco le sue parole raccolte da TuttoPalermo.net: "La partita contro il Livorno mi ha dato la fotografia di cui ho bisogno. Ho avuto grande disponibilità da parte di tutti, che hanno fatto il loro massimo. A larghi tratti abbiamo giocato anche discretamente ma poi ci siamo disuniti e siamo stati anche un po’ ingenui. Ci sono cose che secondo me vanno bene, altre vanno migliorate. Giochiamo tante partite ravvicinate e questo magari non aiuta. Contraccolpo psicologico dovuto alle notizie esterne? Se prendi un allenatore a quattro giornate dalla fine, il suo compito è evitarlo. Dobbiamo lavorare, magari per colmare qualche lacuna ma dal punto di vista fisico non posso incidere. Il mio compito è lavorare sulla tattica. Mettiamoci i tappi nelle orecchie e andiamo avanti. Se bisogna pensare già ai playoff? No, ci sono tre partite e dobbiamo fare più punti possibili, senza pensare a lungo termine. L’esperienza mi dice che se saranno playoff, non puoi staccare, cerchiamo di pensare allo Spezia, poi l’altra e poi l’altra. Nel calcio nulla è scontato. Turnover? Di solito lo attui alla terza partita, perché è quella che dovresti pagare di più a livello fisico. Bellusci? È un giocatore caratteriale. Voglio vedere il lato positivo, non ci stava a perdere ed è venuta fuori frustrazione. Per noi è importante, non ho visto dolo, ho visto leggerezza. Certo non può farlo sempre. Gli ho detto che è stato un eccesso che lo ha portato a strafare, ma so che è il primo a sapere di aver fatto un danno alla squadra e a se stesso. Svantaggio giocare prima del Lecce? Gli artefici del destino sono gli altri, quindi non siamo noi che dobbiamo pensare a questo. La squadra deve giocare con la testa libera, a forza di pensare gli altri non fai bene. Se gli altri andranno in A ci leveremo il cappello. Per i giocatori di alto livello ci sono varie componenti, se ti deprimi forse ti manca qualcosa. Impatto della notizia del deferimento? Noi dobbiamo pensare al campo, io mi auguro che tutti giochino in grandi club, ma alcuni hanno giocato anche in situazioni peggiori. Il giocatore lo deve mettere in conto. Voglio far passare un concetto, noi siamo pagati per quello che facciamo, non per quello che diciamo. Quello che succede attorno non ci compete. Ci dispiace, ma dobbiamo essere con la coscienza a posto. Chi si lascia condizionare non fa bene il suo lavoro, ma non siamo dei bambini. Spesso c’è troppa frenesia, il volere crossare, tirare, colpire di testa mentre per me bisogna mettere palla a terra. Fa parte di una squadra cercare di gestire la situazione. Secondo me non si può giocare con tre punte in linea, semmai con un trequartista dietro due attaccanti. Jajalo? Il suo compito è giocare al centro, Falletti magari si appiattiva sulle punte, ma magari era dettato dai movimenti. Non ho il tempo di stravolgere o ricominciare da capo, dovevo ripartire dal 4-3-1-2. Spezia? Dobbiamo trovare il grimaldello giusto per scardinare la loro difesa. Aspetto psicologico? Una cosa ho detto dopo la partita,  guai se pensiamo di mollare adesso, altrimenti non abbiamo capito niente. Domani mi aspetto una partita tipica delle squadre di Marino. Sono molto concentrato sul Palermo, quello che fanno gli altri non mi interessa. Il mio compito è stare con la testa sul campo, mi hanno preso per questo. Se ho trovato una squadra leziosa? Non ho questa sensazione, posso semmai dire che sbagliano i tempi e magari danno questa impressione. Magari accade quando hai valori tecnici nettamente superiori. Se si sentissero più forti farebbero un errore grave, la classifica non dice questo e io non ho questa sensazione. Alle volte semmai vogliono fare troppe cose. Gli attaccanti? Un giocatore moderno deve sapere fare entrambe le fasi, se uno fa i movimenti giusti ha più chance di uno che sta fermo e attende la palla. Il Chimenti di una volta non c’è più. Tutte le punte moderne hanno gamba, poi dipende dalle caratteristiche".