Serie A, la giornata delle beffe

08.02.2010 15:10 di  Alessandro Buttitta   vedi letture
Serie A, la giornata delle beffe
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© foto di Federico De Luca

Questa ventitreesima giornata in serie A è stata veramente sorprendente non tanto per i risultati quanto per alcune situazioni che si sono profilate. Partiamo da Palermo-Parma: il "Renzo Barbera", trasformatosi per l'occasione in una valle di lacrime (quelle all'inizio di Guidolin per l'accoglienza ricevuta dalla sua Palermo, quelle di Dzemaili a causa dell'infortunio, quelle di Simplicio per il gol decisivo allo scadere), ha visto quanto il destino e la sorte influenzino le nostre vite. Si pensi a Guidolin: dopo le polemiche di quel famoso Palermo-Fiorentina di due anni fa, si ritrova nella stessa situazione ma dalla parte opposta. Beffa vuole che Guidolin abbia gridato a gran voce di buttar la palla fuori, ma gli dei del calcio abbiano preferito tappare le orecchie dei suoi giocatori. Altro caso eclatante: Fabio Simplicio. Il brasiliano è passato dai fischi del "Barbera" all'ovazione generale: si sa quanto il pubblico palermitano in alcuni casi  sia "facciolo", ma il percorso andata e ritorno tra stelle-stalle-stelle del buon Fabio, sa di favola Walt Disney. Cambiando campo, passiamo a Lazio-Catania: destino crudele vuole che Ballardini e Catania non abbiano buon feeling. Proprio contro gli etnei il tecnico romagnolo compromise il rapporto con Zamparini la scorsa stagione, oggi il copione si ripete con Lotito. Inoltre il presidente laziale non è esente dai capricci della sorte: mal digerita la questione Pandev con il macedone che in nerazzuro segna in continuazione, in questo mercato di gennaio Lotito aveva già preso Maxi Lopez; l'accordo poi saltò per problemi di ingaggio. Il biondissimo attaccante argentino si accasa allora al Catania, con il quale proprio contro la Lazio firma la rete decisiva che condanna i biancocelesti alla terzultima posizione in piena zona retrocessione. Se Maxi Lopez è l'esecutore, Mihailovic è l'autore del delitto perfetto: l'allenatore serbo, bandiera laziale per anni, fa piangere i tifosi che lo hanno osannato per anni e anni. L'ultimo capriccio del destino va di scena al "Nereo Rocco" di Udine: la squadra di De Biasi rompe la serie consecutiva di sedici partite senza sconfitte del Napoli. I gol bianconeri arrivano da una tripletta di Totò Di Natale, napoletano doc. Per giunta i due gol decisivi del numero 10 dell'Udinese arrivano nel recupero, proprio quel recupero che aveva fatto felici i partenopei in svariate occasioni (si pensi alle rimonte al Milan dallo 0-2 al 2-2, al Cagliari da 3-2 a 3-3, alle vittorie giunte spesso nei minuti finali, come contro la Juventus).

Gli dei del calcio, dunque, esistono, capricciosi, dispettosi ed imprevedibili. Aveva ragione Gianni Brera quando parlava di Eupalla, la musa ispiratrice del pallone nostrano. Alla prossima beffa!