Ex Palermo, Giammarva: "Surreale quando i giocatori ciocari tirarono palloni in campo. Fallimento? Ci fu un accanimento ingiustificato sul Palermo"

16.09.2022 16:39 di Marcello Scuderi   vedi letture
Ex Palermo, Giammarva: "Surreale quando i giocatori ciocari tirarono palloni in campo. Fallimento? Ci fu un accanimento ingiustificato sul Palermo"
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Giovanni Giammarva, ex presidente rosanero e noto commercialista, ai microfoni di TMW è tornato a parlare di quel Frosinone-Palermo del 2018, momento in cui era patron rosanero e si trovò a vivere in maniera diretta l'increscioso episodio dei palloni tirati in campo durante la finale play-off. Ecco quanto evidenziato da TuttoPalermo.net: "È stata una bruttissima giornata. C’era tanta speranza che le cose potessero andare bene e di salvare il Palermo da una situazione che ritengo ancora oggi surreale. Ho avuto la fortuna o sfortuna di trovare una registrazione e in estate ho rivisto la partita. Vederla mi ha sconvolto ancora di più. La tv che riprendeva i calciatori del Frosinone che gettavano i palloni in campo aggiunta alla loro quasi aggressione nei confronti dell’arbitro quando aveva dato un rigore a nostro favore salvo poi ritornare sui suoi passi rimarranno nella mia mente. Quella partita è finita e si è capito dall’invasione di campo e non dal fischio finale. L’unica nota positiva è il Presidente Stirpe, che mi ha chiamato il giorno dopo la partita: è una grande persona, un uomo perbene". 
Continua poi ricordando il periodo buio conseguente quella partita: "Il sipario calato definitivamente su quel Palermo. Poi con l’arresto di Zamparini sono cambiate tante cose. Non ho mai capito perché sia iniziato tutto quell’accanimento nei confronti del Palermo che poi ha portato al suo fallimento. Prima di accettare il ruolo di presidente avevo fatto un’analisi di tutti i bilanci delle società di Serie A per vedere dove si collocasse il club rosanero, non era assolutamente in una situazione precaria come l’hanno descritta e per questo ho accettato l’incarico. Serviva una persona che prendesse per mano le redini finanziare della società. Secondo me non c’erano i presupposti per il fallimento tant’è che poi non è fallita, invece si sono verificati dei fatti mirati costati un sacco di soldi ai cittadini. E la città ha perso qualcosa che era sinonimo di ricchezza. A marzo ha giocato in città l’Italia, ricordo un grande movimento e ho pensato che lo avremmo avuto anche noi ogni settimana se nessuno avesse cercato di affossare il Palermo. Ci sarebbe stato un ritorno economico importante per la città, il danno è stato notevole sul piano economico e sociale”.