ASP Palermo, a un passo dal secondo trimestre il focus sugli esternalizzati
Con l’anno ormai entrato nella sua fase iniziale più avanzata, e a pochi giorni dall’avvio del secondo trimestre, emerge con sempre maggiore chiarezza uno degli aspetti più rilevanti della riforma: il ruolo dei servizi esternalizzati e, soprattutto, il riconoscimento delle mansioni realmente svolte dal personale che opera quotidianamente all’interno delle strutture sanitarie. Se da un lato la proroga dei termini al 31 dicembre 2026 amplia concretamente la possibilità di maturare i requisiti previsti, dall’altro è la nuova impostazione della norma a segnare un cambio di passo. L’estensione alle attività tecniche e amministrative e l’apertura ai lavoratori impiegati tramite appalti rappresentano infatti un elemento di discontinuità rispetto al passato. Nella realtà delle aziende sanitarie, una parte significativa delle attività essenziali è garantita da personale formalmente esterno, ma stabilmente inserito nei processi organizzativi. Si tratta di lavoratori che, al di là del contratto di appartenenza, svolgono funzioni amministrative, tecniche e di supporto con continuità, spesso per anni, contribuendo in modo diretto al funzionamento dei servizi. È proprio su questo punto che si concentra l’attenzione. La norma apre alla possibilità di valorizzare le mansioni effettivamente svolte, ma resta forte l’aspettativa che questo principio venga applicato in modo concreto e non solo formale. In particolare, per i lavoratori dei servizi esternalizzati, si auspica che nella fase di verifica venga realmente preso come riferimento il lavoro quotidianamente svolto — ad esempio attività amministrative o di supporto gestionale — e non esclusivamente la mansione risultante dal contratto o dall’inquadramento formale. Questo rappresenta un nodo centrale. In molti casi, infatti, esiste una distanza evidente tra ciò che risulta “sulla carta” e le funzioni effettivamente esercitate all’interno delle strutture sanitarie. Il rischio è che, senza un’interpretazione sostanziale della norma, si possano riproporre i limiti che in passato hanno escluso molti lavoratori dai percorsi di stabilizzazione. Per questo motivo, la fase di ricognizione assume un’importanza decisiva. Le aziende sanitarie saranno chiamate non solo a verificare i requisiti temporali, ma anche a valutare nel merito le attività svolte, attraverso documentazione, attestazioni e riscontri concreti. È in questa fase che si giocherà una parte fondamentale dell’efficacia delle nuove disposizioni. In questo momento dell’anno, ormai prossimo all’avvio della stagione primaverile piena, il quadro normativo è definito, ma resta aperta la partita più importante: quella dell’applicazione concreta. Per molti lavoratori, in particolare per chi opera nei servizi esternalizzati, la differenza la farà la capacità delle amministrazioni di guardare alla sostanza delle mansioni svolte e non soltanto alla forma dei contratti.
Nel contesto dell’ASP di Palermo, il tema si collega direttamente al confronto in corso sul futuro dei servizi di ausiliariato sanitario. L’eventuale reinternalizzazione di alcune attività potrebbe rappresentare un passaggio coerente con lo spirito della norma, soprattutto se accompagnata da un reale riconoscimento del lavoro svolto negli anni dal personale esternalizzato.
TuttoPalermo.net continuerà a seguire gli sviluppi, monitorando in particolare come verrà applicato questo principio e quali saranno le scelte dell’ASP di Palermo in merito ai percorsi di stabilizzazione e alla possibile riorganizzazione dei servizi.



