Italia, i record di Mancini con gli azzurri

19.11.2019 12:16 di Tutto Palermo Redazione   Vedi letture
Fonte: figc.it
Roberto Mancini
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Roberto Mancini

Come tutti i fantasisti, Roberto Mancini è abituato a stupire. Dieci è il numero che portava sulla maglia, il numero del fuoriclasse, del giocatore più talentuoso. Da sempre simbolo di eccellenza, dieci è da ieri anche il numero delle vittorie raggiunte dalla sua Nazionale nell’anno solare, ennesimo record stabilito dagli Azzurri in un 2019 esaltante. Per quattro volte (1990, 1994, 2000 e 2003) l’Italia si era fermata a 9 e solo in quattro occasioni in passato (1/1 nel 1915, 8/8 nel 1938, 2/2 nel 1942, 1/1 nel 1946) era riuscita a vincere tutte le gare disputate.

“Voglio vincerle tutte”, aveva annunciato il Commissario tecnico all’inizio delle qualificazioni in quello che sembrava uno slancio di ottimismo. Le ha vinte davvero tutte, regalando all’Italia il primo en plein della sua storia: 30 punti conquistati sui 30 in palio (37 gol realizzati, solo 4 subiti) e il pass per una grande rassegna internazionale ottenuto con tre turni di anticipo, altra prima volta assoluta tra Europei e Mondiali. Grazie ai 10 successi nel girone, Roberto Mancini (10 panchine) è diventato anche il Ct con più vittorie tra gare di qualificazione e della fase finale di un Europeo, eguagliando Antonio Conte (15 panchine), Cesare Prandelli (16 panchine, finalista a EURO 2012) e Azeglio Vicini (18 panchine).

La bella vittoria di venerdì scorso in Bosnia, la 10ª consecutiva, gli era valsa il sorpasso su Vittorio Pozzo, il leggendario Ct del doppio successo Mondiale del ’34 e del ’38. “Ma lui ha vinto due Coppe del Mondo e un’Olimpiade, io ancora niente”, si era schermito nella notte di Zenica, prima di raggiungere grazie al 9-1 rifilato all’Armenia (a proposito, non segnavamo 9 gol in una partita dal 9-0 agli Stati Uniti dell’agosto del ’48) l’11° successo consecutivo, un record assoluto sbocciato il 20 novembre 2018 a Genk, quando il gol di Matteo Politano nei minuti di recupero aveva dato agli Azzurri la vittoria nell’amichevole con gli Stati Uniti. Quel gol, che arrivava un anno dopo la mancata qualificazione al Mondiale russo, era solo il primo passo di una marcia inarrestabile, una maratona di gruppo suggellata dalla goleada di ieri con l’Armenia, in cui per la prima volta l’Italia ha mandato in rete 7 giocatori diversi (Immobile, Zaniolo, Barella, Jorginho, Romagnoli, Orsolini e Chiesa). Un altro record!

Dal debutto in panchina del maggio 2018 con l’Arabia Saudita al match di Palermo, sono 64 i giocatori convocati da Mancini, 24 gli esordienti, 23 i marcatori e 45 le reti segnate in 19 gare (media di 2,36 gol a partita): nessun Ct negli ultimi 52 anni ha fatto meglio. Grazie al filotto di successi di questo 2019, prosegue anche la striscia di risultati utili nelle qualificazioni europee (40, 34 vittorie e 6 pareggi), con l’Italia che va in gol da 27 gare consecutive (ultimo digiuno l’8 ottobre 2010 in Irlanda del Nord).

Il 9-1 sull’Armenia ha confermato anche il feeling dell’Italia e di Roberto Mancini con la città di Palermo, dove il 24 marzo 1993 il Ct mise a segno con la maglia azzurra una doppietta in occasione della vittoria per 6-1 con Malta. Nel capoluogo siciliano in 15 uscite la Nazionale ha collezionato 13 vittorie (le ultime 7 consecutive), un pareggio e una sconfitta, realizzando 35 reti (3 gol per Immobile, Vieri e De Rossi) e subendone 8. L’Italia dei record ripartirà dalla corsa a fine partita sotto la curva del ‘Barbera’, nella speranza che la festa sia solo all’inizio.