TUTTOPALERMO.NET - Radiocronista, Repice: "La determinazione è l’aspetto fondamentale in questa parte del campionato"
Il giornalista e radiocronista Francesco Repice, considerato una delle voci più iconiche e riconoscibili del calcio italiano contemporaneo, ha parlato in esclusiva ai microfoni di TuttoPalermo.net, affrontando diversi temi. Voce principale delle radiocronache di Rai Radio 1 e narratore delle sfide più importanti della Nazionale e dei campionati italiani, Repice è diventato negli anni un punto di riferimento per gli appassionati, grazie a uno stile coinvolgente e capace di “far vedere” la partita anche senza immagini.
Il Palermo è pienamente in corsa per la promozione in Serie A a poche giornate dalla fine: cosa conta di più in questo momento, la qualità o la tenuta mentale?
“In questo momento serve fare punti e basta: la determinazione è l’aspetto fondamentale in questa parte del campionato. Quindi è importante soprattutto la tenuta mentale.”
In una fase così decisiva della Serie B, quanto può incidere l’esperienza rispetto alla forma del momento?
“L’esperienza è sempre un fattore determinante. Altrimenti non esisterebbe la differenza tra giocatori che hanno già militato in certi club e lottato per determinati obiettivi e altri che si affacciano a questi traguardi per la prima volta".
Tra tutte le partite raccontate, quali sono le tre radiocronache più emozionanti della sua carriera e perché proprio quelle?
“Sicuramente la finale degli UEFA Euro 2020 con la vittoria nell'estate 2021 dell'Italia e una finale di UEFA Champions League tra Barcelona e Manchester United a Londra (sabato 28 maggio 2011 al Wembley Stadium ndr.), anche per il comportamento che ebbe Pep Guardiola con Éric Abidal, reduce da una situazione clinica molto difficile (Carles Puyol gli cedette la fascia da capitano e lui alzò per primo la Champions. A marzo aveva subito un intervento per un tumore al fegato: due mesi dopo arrivò la gioia del doppio trionfo ndr.)”.
Come giudica il livello attuale della Serie A rispetto alle altre grandi leghe europee?
“Il livello non è quello delle squadre europee, e lo abbiamo visto nelle competizioni internazionali. Non ci sono squadre italiane in semifinale, e questo è un segnale".
Quale squadra o allenatore l’ha colpito di più in questa stagione per idee di gioco, identità o continuità?
“Cristian Chivu, perché era all’esordio sulla panchina dell’Inter e potrebbe diventare il più giovane allenatore a vincere il campionato con questo club".
Oggi tanti giovani sognano di diventare radiocronisti: qual è l’errore più grande da evitare per chi vuole intraprendere questa carriera?
“L’errore più grave è perdersi in chiacchiere e commenti, invece di raccontare ciò che accade sul campo. Bisogna fare cronaca, perché il radioascoltatore non vede la gara: devi essere bravo a descrivere l’azione. Statistiche, moduli e tattiche contano molto meno”.
Il calcio moderno ha perso un po’ di romanticismo o ha solo cambiato il modo di raccontarlo e viverlo?
“Il calcio, oltre al romanticismo, ha perso parte della sua essenza e del rapporto diretto con i tifosi. I tifosi ci sono ancora, ma spesso vengono considerati clienti: per questo il calcio ha perso molto del suo significato".



