Chelsea, caso Lukaku: non convocato e Tuchel tuona in conferenza

Prosegue il momento no di Lukaku che dopo un'intervista infelice si ritrova ai margini del Chelsea. Tuchel: "Deve lavorare sodo e smetterla di rilasciare interviste".
04.01.2022 18:18 di Marcello Scuderi   vedi letture
Chelsea, caso Lukaku: non convocato e Tuchel tuona in conferenza
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Abbiamo già parlato QUI dei problemi che Romelu Lukaku sta avendo al Chelsea, stagione fin qui da dimenticare per l'ex Inter che qualche giorno fa si è lasciato andare a qualche parola di troppo durante un'intervista rilasciata a SkySport in cui si era detto infelice della sua situazione in quel di Londra dichiarandosi generalmente insoddisfatto e cercando la scusante nel modo di giocare di Thomas Tuchel alla base delle sue cattive prestazioni, scusandosi infine anche con i tifosi dell'Inter per il modo brusco in cui è andato via accettando l'offerta del Chelsea. Questa intervista tradisce l'attaccante belga su più fronti: da un lato Tuchel ed il Chelsea non hanno preso bene le dichiarazioni dell'ex nerazzurro che hanno avuto un eco mediatico non indifferente e dall'altro i tifosi della sua ex squadra, l'Inter, non hanno gradito le lacrime da coccodrillo. Risultato: Tuchel ha lasciato in tribuna l'attaccante per la delicata sfida contro il Liverpool (terminata 2-2, ndr.), i blues lo hanno multato ed hanno anche pensato alla cessione a gennaio e i suoi ex tifosi hanno appeso uno striscione fuori dallo stadio San Siro con scritto: "Ciao Romelu: non conta chi con la pioggia scappa ma chi con la tempesta resta".

Allarme cessione immediata rientrato, principalmente perchè l'esborso economico per l'attaccante belga da parte dei blues è stato impegnativo e cederlo in fretta e furia sarebbe stato sinonimo di svenderlo, senza contare la difficoltà di piazzare un giocatore dall'ingaggio così alto in un mercato di riparazione. Intanto Lukaku ha dovuto pagare una multa alla società ed ha dovuto sorbirsi le parole di Tuchel che, dopo la partita contro il Liverpool, ha così commentato la mancata convocazione del giocatore a Football London: "Lukaku si è scusato, tornerà a disposizione dalla prossima partita. Adesso l'unico modo che ha per rispondere ai problemi sarà: allenarsi, mangiare, dormire, mangiare, allenarsi ancora, poi ancora dormire e così via, e soprattutto dovrà smetterla di rilasciare interviste".

La situazione paradossale l'ha analizzata a Sky anche Paolo Di Canio facendo quella che, a detta di moltissimi, è la perfetta analisi della situazione: "Questa intervista di Lukaku è un clamoroso autogol: è riuscito a scontentare tutti. E' parso un atleta debole che si arrende dopo sei mesi forse perchè arrivato a Londra con troppa arroganza. Ha vinto solo uno scudetto in Italia da protagonista ma, parliamo chiaramente, non è Messi o Maradona e quella Inter di Conte avrebbe vinto lo stesso anche con Duvan Zapata. E' andato in un campionato dieci volte più difficile della Serie A, nella squadra campione d'Europa, ed ha sofferto. Si è ritrovato ad essere uno dei tanti e tra l'altro dici cose del genere dopo che vieni da problemi fisici e la squadra senza di te ha giocato meglio. Credo proprio che il Chelsea si sia pentito di aver speso tutti quei soldi".