Palermo, tra dominio e rimpianti: al Barbera è 2-2 contro la Juve Stabia

17.03.2026 21:10 di  Rosario Carraffa   vedi letture
Filippo Inzaghi
TuttoPalermo.net
Filippo Inzaghi
© foto di Federico Serra

Ci sono partite che raccontano molto più del risultato finale, e Palermo–Juve Stabia è una di quelle. Il 2-2 del “Renzo Barbera” lascia ai rosanero un sapore amaro, mentre le vespe possono uscire dal campo con la consapevolezza di aver strappato un punto pesante. Il copione è stato chiaro: Palermo padrone del gioco per lunghi tratti, Juve Stabia compatta, ordinata e pronta a colpire. Gli episodi hanno inciso, le decisioni arbitrali hanno acceso gli animi, ma alla fine ciò che resta è una gara in cui i rosanero hanno prodotto tanto senza riuscire a capitalizzare quanto costruito. Nella ripresa il Palermo ha alzato ritmo e pressione, dando la sensazione di poter indirizzare definitivamente la partita. E invece il calcio, ancora una volta, ha raccontato un’altra storia. Perché quando non si chiude una gara, si lascia sempre uno spiraglio aperto. E la Juve Stabia, con grande spirito e organizzazione, ha saputo sfruttarlo. “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato”, scriveva Eugenio Montale: una frase che sembra cucita su questa partita, difficile da definire lato Palermo, sospesa tra dominio e incompiutezza. Il vero nodo sta tutto qui: qualità di gioco, controllo della gara, ma poca concretezza nei momenti decisivi. In un campionato come la Serie B, dove l’equilibrio è la regola, questi dettagli fanno la differenza tra vittoria e rimpianto. In chiave rosanero, come già anticipato da TuttoPalermo.net, il pareggio lascia più interrogativi che certezze: la squadra c’è, la manovra anche, ma manca ancora quel cinismo necessario per trasformare la superiorità in tre punti. Adesso, però, non c’è tempo per guardarsi indietro. Il calendario chiama subito un’altra sfida: trasferta a Padova, sabato 21 marzo 2026 alle ore 15:00. Un banco di prova importante per capire se questa squadra saprà trasformare il proprio dominio in risultati concreti. Alla fine resta una verità semplice ma spietata: nel calcio non basta giocare meglio, bisogna essere più efficaci. E il Palermo, oggi, ha dimostrato di dover ancora crescere proprio lì a 7 gare dal termine del campionato cadetto.