Italia ai Mondiali 2026? Tutto passa dall’Iran (e dalla guerra): la deadline del 12 maggio e il piano segreto FIFA

13.04.2026 19:26 di  Rosario Carraffa   vedi letture
Italia ai Mondiali 2026? Tutto passa dall’Iran (e dalla guerra): la deadline del 12 maggio e il piano segreto FIFA
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L’Italia torna a guardare ai Mondiali 2026, ma questa volta il campo c’entra poco. Il destino degli Azzurri si intreccia con una situazione geopolitica delicatissima che coinvolge l’Iran e che potrebbe aprire scenari clamorosi e senza precedenti nella storia della competizione. La data da segnare è il 12 maggio 2026, termine ultimo fissato dalla FIFA per confermare ufficialmente la partecipazione delle squadre qualificate. Entro quella scadenza, Teheran dovrà sciogliere le riserve: partecipare al torneo oppure rinunciare, in un contesto segnato da tensioni internazionali e dalla difficile convivenza con uno dei Paesi ospitanti, gli Stati Uniti. Alla base del possibile passo indietro dell’Iran c’è infatti il rifiuto di disputare partite sul territorio americano, una posizione che ha già generato frizioni con gli organizzatori. La proposta iraniana di giocare tutte le gare in Messico non è stata accolta, lasciando così aperta l’ipotesi di un clamoroso forfait che metterebbe la FIFA davanti a una decisione straordinaria. Il regolamento, infatti, non prevede un meccanismo automatico di sostituzione: in caso di ritiro, l’organismo guidato a livello mondiale avrebbe piena discrezionalità su come assegnare il posto vacante. Ed è proprio in questo vuoto normativo che si inserisce il nome dell’Italia, esclusa sul campo ma ancora teoricamente in corsa attraverso una porta secondaria. Le opzioni sul tavolo sono diverse e nessuna è scontata. La soluzione più lineare porterebbe alla scelta di un’altra nazionale asiatica, così da mantenere l’equilibrio tra le confederazioni, ma non è l’unica strada percorribile. Un’alternativa più spettacolare e meno tradizionale è quella di organizzare un mini-torneo tra alcune delle migliori escluse, una sorta di spareggio last minute che trasformerebbe una crisi diplomatica in un evento sportivo globale. In questo scenario l’Italia, per prestigio e ranking, diventerebbe inevitabilmente una candidata forte, capace di attrarre attenzione e interesse mediatico. Tuttavia, al di là delle suggestioni, la realtà resta prudente: difficilmente l’Iran rinuncerà senza sviluppi ancora più gravi sul piano internazionale e la FIFA, storicamente, tende a evitare scelte che rompano gli equilibri tra continenti già stabiliti. Per questo motivo, le possibilità concrete di rivedere l’Italia al Mondiale restano basse, ma non nulle. È una situazione sospesa, in cui il calcio diventa spettatore di dinamiche molto più grandi, e in cui il destino di una nazionale potrebbe essere deciso non da un risultato sul campo, ma da una scelta politica. Il conto alla rovescia è iniziato e il 12 maggio rappresenta molto più di una semplice scadenza burocratica: è il punto oltre il quale ogni scenario, anche il più imprevedibile, potrebbe diventare realtà.