Ponte sullo Stretto, Musumeci: "Il Governo deve comunicare se vuole farlo, basta rinvii..."

23.04.2021 10:30 di Tutto Palermo Redazione   Vedi letture
Nello Musumeci
Nello Musumeci

"Il governo Draghi ci dica cosa vuole fare del Ponte sullo Stretto, abbiamo diritto a una risposta definitiva. Basta con gli eterni rinvii e i balletti, altrimenti siamo pronti a farlo da soli". A dirlo è il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, come riporta il sito ufficiale della Regione Siciliana, nel corso di una conferenza stampa a Catania col governatore della Calabria, Nino Spirlì, e l'amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, sul tema 'Grazie Ponte sullo Stretto: l'opera possibile e necessaria, per l'Italia e per l'Europa'. All'iniziativa, promossa dal network "Lettera150" con il professore Felice Giuffrè, hanno preso parte anche l'ex ministro Pietro Lunardi, l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e l'omologo della Calabria Domenica Catalfamo. Con una battuta, il presidente della Regione Siciliana si è riferito al ponte: "Chiamiamolo "Ulisse" - ha detto - perché pare che a Roma se diciamo Ponte sullo Stretto sia considerata una parolaccia». E poi ha aggiunto: «Siamo stanchi di essere considerati colonia, vogliamo diventare il cuore, la piattaforma logistica del Mediterraneo. Ma non sarà possibile se non c'è l'alta velocità e se non si passa in tre minuti tra le due sponde. C'è chi vuol mantenere il sistema Italia diviso in due: un Nord ricco e opulento che produce e un Sud povero e straccione che consumai i prodotti del Nord". Problematiche più politiche che tecniche, anche secondo Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, la società che dovrebbe occuparsi della costruzione dell'opera. "Si può fare - spiega Salini - anzi, lo stavamo facendo, ma ci hanno fermati. La differenza tra i Paesi che crescono e quelli che annaspano è anche nella capacità di creare le grandi opere, di creare prospettive e di essere attrattivi. Il Ponte creerebbe 20 mila posti di lavoro. Noi siamo pronti a partire, anche domani". Sulla stessa linea anche il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì: "Calabria e Sicilia sono le porte per chi arriva dal Canale di Suez e dai Paesi che oggi detengono un grande potere economico, come Cina e India, ormai ago della bilancia dell'economia mondiale, e il continente africano che, nei prossimi decenni, sarà l'interfaccia naturale con l'Europa. Non è dunque ammissibile che i primi territori europei non siano tra loro collegati. L'Europa ha l'obbligo di crearlo".