ASP siciliane, il 13 luglio sit-in regionale dei servizi ausiliari: UILTuCS, FILCAMS, FISASCAT e UILTrasporti chiedono l’avvio dell’internalizzazione

04.07.2026 00:30 di  Tutto Palermo Redazione   vedi letture
ASP siciliane, il 13 luglio sit-in regionale dei servizi ausiliari: UILTuCS, FILCAMS, FISASCAT e UILTrasporti chiedono l’avvio dell’internalizzazione

UILTuCS Sicilia, FILCAMS CGIL Sicilia, FISASCAT CISL Sicilia e UILTrasporti Sicilia hanno proclamato un sit-in regionale delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto Multiservizi impiegati nei servizi di ausiliariato in appalto presso le Aziende Sanitarie Provinciali della Sicilia.

La manifestazione si terrà lunedì 13 luglio, dalle 9.00 alle 13.30, davanti alla sede della Presidenza della Regione Siciliana, con l’obiettivo di sollecitare un intervento immediato del Governo regionale sull’attuazione dei processi di internalizzazione previsti dalla normativa nazionale.

Contestualmente alla mobilitazione, le organizzazioni sindacali hanno richiesto la convocazione urgente di un incontro con il Presidente della Regione Siciliana e con l’Assessore regionale alla Salute, oltre all’istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale che coinvolga Regione, Aziende Sanitarie Provinciali e parti sociali per definire un percorso condiviso verso l’internalizzazione dei servizi di ausiliariato.

Secondo le sigle sindacali, la questione riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali al funzionamento delle strutture sanitarie dell’Isola. Pur svolgendo attività ormai stabilmente integrate nell’organizzazione del Servizio sanitario regionale, il personale continua a operare in condizioni di precarietà legate ai continui cambi di appalto, all’incertezza occupazionale e a un sistema che negli anni ha prodotto frammentazione organizzativa e condizioni contrattuali penalizzanti.

Le organizzazioni sindacali richiamano la Legge di Bilancio 2026, che avrebbe indicato un percorso verso il progressivo superamento delle esternalizzazioni dei servizi essenziali in sanità, favorendo processi di internalizzazione delle attività oggi affidate agli appalti. Secondo le sigle, tale indirizzo consentirebbe di valorizzare le professionalità maturate, garantire maggiore continuità dei servizi e migliorare l’efficienza organizzativa e gestionale.

Nel corso delle audizioni presso la V Commissione “Salute, Servizi Sociali e Sanitari” dell’Assemblea Regionale Siciliana sarebbero emersi segnali di apertura. Tuttavia, ad oggi non risultano ancora avviati provvedimenti concreti per l’attuazione della normativa, elemento che alimenta le preoccupazioni dei lavoratori coinvolti.

Come evidenziato da TuttoPalermo.net, il tema non riguarda soltanto il futuro occupazionale dei lavoratori, ma anche il riconoscimento dell’esperienza professionale maturata negli anni all’interno delle strutture sanitarie pubbliche.

Molti addetti impiegati negli appalti svolgono quotidianamente attività amministrative, tecniche e di supporto ormai stabilmente integrate nell’organizzazione delle aziende sanitarie. Si tratta di competenze costruite sul campo che rappresentano un patrimonio professionale da valorizzare in un eventuale percorso di internalizzazione.

La fase di eventuale ricognizione delle attività reali svolte potrebbe assumere un ruolo centrale, con la necessità per le aziende sanitarie di verificare non solo i requisiti formali, ma anche le mansioni effettivamente esercitate nel tempo.

Nel caso dell’ASP di Palermo, il tema si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione dei servizi, con la prospettiva di una progressiva internalizzazione di alcune attività oggi esternalizzate.

Secondo le organizzazioni sindacali, un percorso di questo tipo consentirebbe da un lato di valorizzare le professionalità maturate, e dall’altro di rafforzare la continuità dei servizi e ottimizzare l’utilizzo delle risorse pubbliche.

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere gli orientamenti della Regione Siciliana e delle Aziende Sanitarie Provinciali. Le decisioni che verranno assunte avranno effetti sull’organizzazione del Servizio sanitario regionale e sul futuro occupazionale di centinaia di lavoratrici e lavoratori.

La mobilitazione del 13 luglio rappresenta quindi un passaggio significativo della questione. Le organizzazioni sindacali chiedono risposte rapide e l’avvio di un confronto istituzionale strutturato, capace di tradurre le previsioni normative in un reale processo di internalizzazione dei servizi.

La Redazione continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda.