Internalizzazione nella sanità siciliana, dopo il sit-in la Regione: "Attendere fino a fine mese"

13.07.2026 12:58 di  Rosario Carraffa   vedi letture
Internalizzazione nella sanità siciliana, dopo il sit-in la Regione: "Attendere fino a fine mese"
© foto di R. Carraffa/TuttoPalermo.net

Si è concluso con un'apertura da parte della Regione Siciliana il sit-in regionale promosso oggi a Palermo da UILTuCS Sicilia, FILCAMS CGIL Sicilia, FISASCAT CISL Sicilia e UILTrasporti Sicilia. Centinaia di lavoratrici e lavoratori del comparto Multiservizi, provenienti da tutte le province dell'Isola e impiegati nei servizi di ausiliariato in appalto presso le Aziende Sanitarie Provinciali, si sono riuniti davanti alla Presidenza della Regione per chiedere l'attuazione del percorso di internalizzazione previsto dalla normativa nazionale.

Al termine della manifestazione, una delegazione delle organizzazioni sindacali è stata ricevuta presso la Presidenza della Regione Siciliana. Nel corso dell'incontro, i rappresentanti istituzionali hanno invitato i sindacati a sospendere ulteriori iniziative di protesta, assicurando che entro la fine del mese sarà fornita una risposta concreta sulla vertenza.

Secondo quanto emerso dal confronto, la Regione avrebbe già trasmesso alle Aziende Sanitarie Provinciali l'indicazione di avviare la ricognizione del personale interessato e delle attività effettivamente svolte. Si tratta del primo passaggio operativo ritenuto necessario per dare attuazione al processo di internalizzazione previsto dalla legge. Le organizzazioni sindacali saranno nuovamente convocate nelle prossime settimane per verificare lo stato di avanzamento dell'iter e continuare il confronto con le istituzioni.

La vertenza riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori che da anni assicurano il funzionamento quotidiano delle strutture sanitarie pubbliche siciliane. Pur essendo impiegati attraverso il sistema degli appalti, molti di loro svolgono stabilmente attività amministrative, tecniche, socio-sanitarie e di supporto ormai pienamente integrate nell'organizzazione delle aziende sanitarie.

Il riferimento normativo è rappresentato dalla Legge di Bilancio 2026, che ha aperto la strada al progressivo superamento delle esternalizzazioni dei servizi essenziali in sanità, favorendo percorsi di internalizzazione del personale.

La norma riguarda i lavoratori che hanno svolto mansioni sanitarie, socio-sanitarie, tecniche e amministrative nei servizi esternalizzati per almeno sei mesi nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2025, con un'anzianità complessiva di servizio non inferiore a 18 mesi.

Per il personale coinvolto si tratta di una prospettiva particolarmente attesa. L'internalizzazione rappresenta infatti l'opportunità di superare anni di precarietà legati ai continui cambi di appalto, alle incertezze occupazionali e, in molti casi, ai ritardi nei pagamenti, alle difficoltà nella fruizione di ferie e malattia e a condizioni contrattuali meno tutelate rispetto a quelle del personale dipendente.

L'obiettivo della normativa è garantire il pieno riconoscimento dei diritti previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, assicurando maggiore stabilità occupazionale e restituendo dignità professionale a chi opera quotidianamente all'interno della sanità pubblica.

La misura introduce inoltre un principio di parità di trattamento tra il personale interno e quello impiegato attraverso gli appalti, valorizzando l'esperienza acquisita sul campo e le competenze maturate negli anni. Un aspetto ritenuto fondamentale in una fase storica in cui il Servizio sanitario regionale continua a fare i conti con la carenza di personale e con la necessità di preservare professionalità già formate.

L'avvio della ricognizione da parte delle ASP rappresenta un segnale concreto che lascia intravedere la volontà di dare seguito alle previsioni della legge. Tuttavia, i sindacati mantengono alta l'attenzione, sottolineando che sarà necessario attendere atti formali e tempi certi prima di poter parlare dell'effettiva partenza del percorso di internalizzazione.

La legge esiste e il quadro normativo appare ormai definito. Le rassicurazioni arrivate oggi dalla Presidenza della Regione rappresentano un primo passo importante, ma le prossime settimane saranno decisive per verificare se agli impegni assunti seguiranno provvedimenti concreti. Per centinaia di lavoratrici e lavoratori siciliani, l'auspicio è che questa possa essere la fase decisiva per trasformare una previsione di legge in una reale opportunità di stabilità, riconoscimento professionale e tutela dei diritti.