Sanità siciliana, internalizzazione dei Servizi Ausiliari: i nodi tecnici non possono fermare il percorso

23.07.2026 15:30 di  Rosario Carraffa   vedi letture
Sanità siciliana, internalizzazione dei Servizi Ausiliari: i nodi tecnici non possono fermare il percorso
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Come già anticipato da TuttoPalermo.net nei giorni scorsi, il percorso di internalizzazione dei Servizi Ausiliari nelle Aziende Sanitarie Provinciali siciliane è entrato nella sua fase decisiva. Dopo l'orientamento favorevole emerso nel corso dell'audizione presso la V Commissione "Cultura, Formazione e Lavoro" dell'Assemblea Regionale Siciliana (ARS), il confronto si è spostato sui cosiddetti "nodi tecnici". Ma rappresentano davvero ostacoli insormontabili oppure aspetti che possono essere affrontati attraverso un'adeguata programmazione?

L'audizione presso la V Commissione "Cultura, Formazione e Lavoro" dell'Assemblea Regionale Siciliana ha confermato quanto già emerso nei giorni precedenti: le Aziende sanitarie hanno manifestato un'apertura al percorso di reinternalizzazione dei Servizi Ausiliari. Dai direttori generali è arrivata una sostanziale disponibilità ad avviare il percorso, evidenziando però alcune condizioni ritenute necessarie per renderlo sostenibile. Tra queste figurano la revisione dei tetti di spesa del personale, l'aggiornamento delle dotazioni organiche, l'individuazione delle coperture finanziarie e la gestione delle assenze del personale. Si tratta di questioni certamente rilevanti, ma che meritano una riflessione più ampia. Un'analisi sotto il profilo organizzativo ed economico evidenzia come tali elementi rappresentino soprattutto aspetti di programmazione e governance, più che ostacoli strutturali alla realizzazione del progetto.

Un servizio che già esiste e che già funziona

Prima ancora di affrontare i singoli aspetti tecnici, occorre partire da un dato spesso trascurato nel dibattito. L'internalizzazione non significa creare un nuovo servizio né introdurre nuove attività all'interno delle Aziende sanitarie. I Servizi Ausiliari sono già presenti negli ospedali siciliani e vengono garantiti ogni giorno da lavoratrici e lavoratori che operano stabilmente nelle strutture attraverso contratti di appalto. Le attività vengono già svolte, i servizi sono già assicurati e le relative risorse economiche sono già previste nei bilanci delle Aziende. Il cambiamento riguarderebbe quindi soprattutto il modello di gestione del personale e dell'organizzazione del servizio, non la nascita di una nuova funzione assistenziale. Anche sotto il profilo operativo, gli operatori conoscono già i reparti, i protocolli aziendali, i percorsi interni e le esigenze quotidiane delle unità operative. Si tratta di competenze costruite negli anni che costituiscono un patrimonio professionale già pienamente inserito nella realtà ospedaliera. A rafforzare questo scenario contribuisce anche il quadro normativo nazionale. Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 all'articolo 1, comma 268, lettere b) e c), hanno ampliato la platea dei potenziali destinatari delle procedure di stabilizzazione nel Servizio sanitario nazionale, estendendo il riconoscimento anche al personale impiegato in attività tecniche, amministrative e nei servizi esternalizzati che abbia garantito il funzionamento delle strutture sanitarie nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge. Pur trattandosi di una disciplina riferita alle procedure di stabilizzazione e non di una norma che impone direttamente l'internalizzazione, il legislatore ha comunque riconosciuto il valore dell'esperienza maturata dal personale impiegato nei servizi collegati al funzionamento delle strutture sanitarie.

Tetti di spesa: una questione di programmazione

Uno dei temi maggiormente richiamati durante l'audizione riguarda il rispetto dei tetti di spesa del personale. È un elemento che richiede attenzione, ma va letto nel suo complesso. Le Aziende sanitarie sostengono già oggi costi rilevanti per l'affidamento dei Servizi Ausiliari alle imprese esterne. La differenza consiste nel fatto che tali somme vengono contabilizzate come acquisto di servizi e non come spesa per il personale. La questione appare quindi principalmente legata alla diversa classificazione e programmazione delle risorse economiche. In questo contesto il ruolo della Regione Siciliana diventa centrale, poiché eventuali adeguamenti dei limiti di spesa rientrano nelle scelte di programmazione del Servizio sanitario regionale. Un elemento centrale del confronto è proprio questo: non si ipotizza l'inserimento di personale estraneo al sistema sanitario, ma la possibile trasformazione del rapporto gestionale di lavoratori che già operano quotidianamente nelle strutture pubbliche, garantendo attività essenziali per il funzionamento degli ospedali.

Le dotazioni organiche non sono strumenti immutabili

Altro punto evidenziato riguarda l'adeguamento delle piante organiche. Anche in questo caso si tratta di un passaggio fisiologico. Le dotazioni organiche vengono periodicamente aggiornate sulla base del fabbisogno di personale e dell'evoluzione organizzativa delle Aziende. Se cambia il modello di gestione di un servizio già esistente, appare naturale che venga conseguentemente ridefinita anche la programmazione del personale. Non si tratta quindi di un limite giuridico, ma di un'attività amministrativa prevista dall'ordinamento.

Le risorse economiche sono già impiegate nei servizi

Particolare attenzione merita anche il tema delle coperture finanziarie. L'internalizzazione viene talvolta percepita come una nuova spesa. In realtà le ASP sostengono già oggi costi significativi per garantire i Servizi Ausiliari attraverso gli appalti. Tali importi comprendono il costo del lavoro, ma anche le spese generali dell'impresa, gli oneri amministrativi, i costi di gestione e il margine imprenditoriale. La valutazione economica dovrebbe quindi confrontare il costo complessivo dei due modelli gestionali, verificando quale dei due consenta un utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche. L'obiettivo non è necessariamente spendere meno, ma spendere meglio.

Le assenze del personale: un problema organizzativo, non un ostacolo insuperabile

Uno dei rilievi formulati dai direttori generali riguarda la gestione delle assenze. Con l'appalto, infatti, l'Azienda acquista un determinato monte ore di servizio e l'obbligo delle sostituzioni ricade sull'impresa affidataria. Con la gestione diretta tale responsabilità passerebbe all'Azienda sanitaria. Si tratta certamente di un cambiamento organizzativo, ma non di una situazione estranea al Servizio sanitario pubblico. Le ASP gestiscono già quotidianamente migliaia di dipendenti tra personale sanitario, amministrativo e tecnico, utilizzando strumenti come graduatorie, contratti a tempo determinato, mobilità interna, turnazioni e programmazione del fabbisogno. La gestione delle assenze costituisce quindi una funzione ordinaria dell'organizzazione aziendale. Inoltre, eventuali risorse recuperate attraverso una diversa organizzazione del servizio potrebbero essere destinate proprio a rafforzare i meccanismi di sostituzione e continuità operativa.

Il capitale umano rappresenta già un valore per la sanità siciliana

Uno degli aspetti più significativi riguarda il patrimonio professionale costruito negli anni. Molti operatori dei Servizi Ausiliari prestano servizio da lungo tempo negli ospedali siciliani. Conoscono il funzionamento delle strutture, collaborano quotidianamente con il personale sanitario e rappresentano ormai una componente stabile dell'organizzazione ospedaliera. L'internalizzazione consentirebbe di valorizzare competenze già esistenti, evitando la dispersione di professionalità che il sistema sanitario ha contribuito a formare nel tempo. Dal punto di vista organizzativo, il passaggio alla gestione diretta potrebbe inoltre favorire una maggiore integrazione tra i Servizi Ausiliari e la restante organizzazione aziendale, rafforzando la capacità di programmazione e coordinamento delle attività.

La vera sfida riguarda la governance del sistema sanitario

Alla luce del confronto sviluppatosi all'Assemblea Regionale Siciliana, il dibattito sembra aver assunto una nuova prospettiva. I nodi tecnici evidenziati dalle Aziende sanitarie esistono e richiedono un'attenta pianificazione amministrativa, economica e organizzativa. Tuttavia, appaiono più come condizioni da governare che come ostacoli insormontabili. Del resto, non si tratta di costruire un servizio nuovo, ma di individuare il modello più efficace per gestire direttamente un'attività che viene già svolta quotidianamente all'interno degli ospedali siciliani da personale che conosce profondamente le strutture e che rappresenta ormai una risorsa consolidata del sistema. La stessa evoluzione normativa nazionale, con le disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, dimostra come il tema dell'internalizzazione sia ormai entrato stabilmente nel dibattito sull'organizzazione del Servizio sanitario nazionale. Un percorso che, nel caso siciliano, riguarda lavoratori che da anni assicurano attività essenziali all'interno delle strutture sanitarie e che hanno maturato una conoscenza diretta dei processi organizzativi ospedalieri. La scelta finale resta inevitabilmente politica e amministrativa. Spetterà alla Regione Siciliana, d'intesa con le Aziende sanitarie e nel confronto con le organizzazioni sindacali, valutare come tradurre questo percorso in atti concreti, garantendo sostenibilità economica, continuità dei servizi e valorizzazione del capitale umano. Più che chiedersi se l'internalizzazione sia possibile, il confronto sembra ormai concentrarsi su come realizzarla nel modo più efficace, trasformando un servizio esistente e quotidianamente garantito negli ospedali siciliani.