Palermo, la forza di chi sa dove vuole arrivare

07.09.2026 22:48 di  Rosario Carraffa   vedi letture
Antonio Palumbo
TuttoPalermo.net
Antonio Palumbo
© foto di Federico Serra

"L'amor che move il sole e l'altre stelle" (Dante Alighieri). Ci sono vittorie che valgono tre punti e altre che, oltre ai tre punti, raccontano qualcosa di più. Il successo per 3-1 del Palermo sulla Sampdoria, nella terza giornata della Serie B 2026/2027, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Perché al “Renzo Barbera” non è arrivata soltanto la terza vittoria consecutiva in campionato: è arrivato un segnale forte, quello di una squadra che sembra avere già trovato una propria identità. Il Palermo guarda tutti dall'alto con 9 punti, a punteggio pieno, e lo fa dopo aver superato una Sampdoria che ha provato a mettere in difficoltà i rosanero soprattutto nella ripresa, senza però riuscire a scalfire realmente le certezze della formazione guidata da Filippo Inzaghi. Cinque vittorie consecutive, considerando anche le due ottenute in Coppa Italia, rappresentano un avvio che non può più essere considerato una semplice coincidenza. Il dato che rende ancora più significativo questo inizio di stagione arriva dalla storia: il Palermo non vinceva le prime tre partite di campionato da 62 anni. Un'attesa lunghissima, interrotta da una squadra che sembra avere intenzione di scrivere una pagina importante del proprio presente. Contro i blucerchiati il Palermo ha colpito presto e con concretezza. Al 9' Gabriel Strefezza, come già anticipato da TuttoPalermo.net, ha raccolto l'assist di Tommaso Augello e con il destro ha battuto il portiere avversario, dando immediatamente una direzione precisa alla partita. Un episodio sfortunato ha poi costretto lo stesso Strefezza a lasciare il campo al 21' per un problema muscolare, con Dominic Vavassori chiamato a sostituirlo. Il Palermo, però, non ha perso equilibrio. Anzi, ha continuato a gestire la gara con personalità, trovando al 33' il gol del raddoppio. Joel Pohjanpalo ha controllato il pallone in area, si è girato e ha trovato la conclusione vincente che ha fatto esplodere ancora una volta il “Barbera”. Sul 2-0 la partita avrebbe potuto cambiare volto. La Sampdoria ha cercato di reagire, ma i rosanero hanno saputo abbassare gli spazi, proteggere la propria area e impedire agli avversari di costruire occasioni realmente pericolose. È forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti della serata: il Palermo non ha avuto bisogno di giocare sempre allo stesso ritmo per dimostrare la propria superiorità. Nella ripresa è arrivato il gol di Lorenzo Insigne al 63', capace di riaprire momentaneamente la contesa. Ma anche in quel momento il Palermo non ha smarrito la propria convinzione. Ha continuato a giocare la propria partita, resistendo alla pressione e aspettando il momento giusto per chiudere definitivamente i conti. Quel momento è arrivato al 90'+4'. Antonio Palumbo, servito da Dennis Johnsen con il velo di Vavassori, ha trovato la rete del 3-1 e ha messo il punto esclamativo su una serata che consegna al Palermo la vetta solitaria della Serie B. La classifica, naturalmente, dopo appena tre giornate non può essere considerata una sentenza. Ma può essere un'indicazione. E quella che arriva dal “Barbera” è un'indicazione particolarmente chiara: questo Palermo ha qualità, organizzazione, carattere e soprattutto la consapevolezza di poter affrontare ogni partita con la mentalità di chi vuole essere protagonista. La strada è ancora lunghissima. La Serie B è un campionato nel quale gli equilibri possono cambiare rapidamente e nel quale ogni certezza deve essere riconquistata settimana dopo settimana. Ma il Palermo ha iniziato nel modo migliore possibile: vincendo, convincendo e regalando entusiasmo al proprio pubblico. Dopo 62 anni, i rosanero tornano a vincere le prime tre gare di campionato. E forse il dato più importante non è soltanto ciò che racconta del passato, ma ciò che lascia intravedere per il futuro. Perché, parafrasando Dante, per arrivare lontano non basta conoscere la strada: bisogna avere qualcosa che continui a muovere il viaggio. E questo Palermo, almeno per ora, sembra averlo trovato.